
Ecco la nuova enciclica di Papa Benedetto!
Il testo lo trovate nel sito della Santa Sede, www.vatican.va.
DI MICHELE DOLZ
Per noi che abbiamo una visione italocentrica della storia della Chiesa, una figura come quella di Colombano è talmente atipica che diventa più comodo ignorarla. Eppure lo abbiamo sepolto in casa nostra, a Bobbio, accanto a due altri irlandesi dal nome difficile. Perché dalla lontana Irlanda arrivò in Lombardia nel VI-VII secolo il monaco Colombano, portando una nuova ondata di evangelizzazione in queste terre che, se potevano vantare grandi nomi della patristica (da Ambrogio a Eusebio), erano state in seguito occupate e riorganizzate dai popoli migratori. Arriva ora una sua nuova biografia ad opera di Paolo Gulisano, che sull’Irlanda e sulla tradizione cristiana anglossassone ha sfornato interessanti volumi. Il pellegrinaggio a Roma di Colombano e compagni diventò, un po’ per volontà un po’ per «caso», un’evangelizzazione europea: dalla Francia, alla Baviera, alla Svizzera, fino all’abbazia di Bobbio sull’Appennino piacentino. L’autore lo chiama per questo il «primo uomo europeo».
Ma al tempo stesso la vita di Colombano ci presenta quel singolare monachesimo irlandese votato intrinsecamente alla missione. Colombano di Luxeuil o Colombano di Bobbio (543?-615) è venerato come santo dalla Chiesa, che ne celebra la memoria domani, e può essere a buon diritto definito uno dei fondatori del monachesimo occidentale. La sua educazione, legata al latino e allo studio dei testi, lo rese eccellente scrittore, in grado di usare un latino correttissimo come non accadeva in nessun altro luogo d’Europa. Divenne monaco presso il monastero di Bangor (Irlanda), sotto la guida del severissimo abate Comgall. Ma l’originalità del monachesimo celtico si manifesta anche attraverso altre caratteristiche: era consueto in questo periodo portare avanti la cosiddetta
peregrinatio pro Domino per mare, ovvero la partenza in nave e l’arrivo in una terra isolata dove sarebbe sorto un nuovo monastero. Fu così che Colombano partì da Bangor verso il 575 e approdò sulle coste della Francia. Grazie alle concessioni del re merovingio Gontrano, Colombano fondò tre monasteri: Luxeuil, Fontaines e Annegray. In seguito a diversi conflitti con l’episcopato francese (Colombano era deciso a far valere le tradizioni patrie sulle terre francesi, considerando i suoi monasteri come fazzoletti d’Irlanda) nel 610 fu costretto a fuggire. Si diresse così verso sud fondando altri monasteri, tutti legati alla Regola da lui stesso elaborata (Benedetto XVI ha ricordato che la Baviera fu evangelizzata da monaci irlandesi dell’ordine di Colombano). Dalla Svizzera si recò a Roma per cercare l’approvazione di papa Bonifacio IV; risalì poi a Milano e, sotto la protezione del re longobardo Agilulfo, ariano ma tollerante, costruì una nuova abbazia a Bobbio, dove morì nel 615.
E' il motto della nostra Società, e pure a buon titolo:
"Quando vale la pena di fare una cosa, vale pena di farla male".