giovedì 16 febbraio 2017

Chesterton nella Cecoslovacchia comunista... - Storia di un romanziere innocuo



È un mistero (ma vedremo, fino ad un certo punto…) che il nostro Chesterton fosse permesso, entro certi limiti, nelle nazioni ex comuniste, o almeno in alcune di esse.

Quello che vedete è un francobollo della ex Repubblica di Cecoslovacchia datato 1969, quindi in pieno periodo comunista. E' un'emissione correlata con l'attività della commissione cecoslovacca presso l'UNESCO, quindi indicativa di un rilievo culturale del nostro Gilbert. Pare che abbia avuto una tiratura di oltre cinque milioni di esemplari. Chesterton divise il "palcoscenico"... postale con Henri Matisse, Vladimir Mayakovski, Franz Kafka ed alcune glorie nazionali.


Chesterton non è stato immortalato una sola volta su francobolli. Girando il blog, dovreste trovarne almeno un altro, dedicatogli dalla Repubblica del Nicaragua.

Come mai Chesterton aveva diritto di cittadinanza… letteraria o culturale in un paese comunista?

La risposta ce la fornisce una grande chestertoniana russa, Natal'ja Trauberg, cui dedicammo spazio sul nostro blog più di una volta (qui trovate la nostra piccola "antologia russa" su GKC: http://uomovivo.blogspot.it/2011/01/antologia-russa-su-chesterton.html).

La Trauberg, oggi passata a miglior vita (sempre qui nel blog la troverete in una bella foto con il nostro eroe sierraleonese John Kanu a Oxford nella odierna Chesterton Library, foto messaci a disposizione dal compianto amico Stratford Caldecott), fu traduttrice di Chesterton in Russia in momenti di grande persecuzione per i cristiani e per chiunque portasse idee di libertà, e disse questo: Il «Il ruolo di Chesterton qui in Russia fu molto strano. Per venti o anche trent'anni sino al 1958 egli fu un tesoro seminascosto (non del tutto proibito, ma non interamente permesso) della cultura degli anni Venti». Più avanti ci dice che le uniche voci di sanità e virtù cui attaccarsi "erano la Bibbia e Chesterton", e che i saggi non potevano essere letti perché considerati letteratura religiosa, ed erano introvabili, ma non era altrettanto per Padre Brown ed i romanzi. In pratica lo consideravano innocuo, ed invece per questi uomini perseguitati fu un contravveleno, un antidoto per salvarsi dal male dell'ideologia, che fa più morti.

D'ora in poi chi sottovaluterà Padre Brown ed i romanzi di Chesterton dovrà leggere questo post. Fatelo, amici, per favore, fosse anche un critico blasonato politicamente o ecclesiasticamente corretto (come quel signore che lo considera un fascista… http://uomovivo.blogspot.it/2012/01/risposta-allarticolo-del-professor.html ). Ve ne saremo molto grati, Gilbert e io!

Comunque con ogni probabilità la spiegazione ce l'ha data la grande Natal'ja, che ha resistito al male senza dialogarci e mantenendo accesa in Russia una lucetta piccola ma vivissima a cui tanti sono grati.

Marco Sermarini

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