martedì 31 marzo 2015

Un aforisma al giorno - Splendido, è un corollario fondato sul dogma assai noto per cui una cosa morta...

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
A dead thing, working like a rod or running on a rail, can only go forward; it is limited to one movement and is therefore Progressive.


sabato 28 marzo 2015

Ecco i vostri libri!!!

Ultimo giro di vite e... il gioco è fatto!

La consegna dei camici donati da Pump Street

Loris e Giuliano, due splendidi distributisti!

Gli scaffali distributisti donato dalla Falegnameria San Giuseppe (belli!)

Distributism house...

Ecco Pump Street...

Vicino alla giostra che crea le vostre magliette...

Incontro sul distributismo a Pump Street

A margine del Gala, siccome avevano poca carne a cuocere, abbiamo piazzato un incontro sul distributismo con gli amici della Confraternita, le cooperative che lavorano insieme e si aiutano in tutt'Italia dal 2001.

A Pump Street, dove il distributismo è di casa.

Eccoci a Norcia, foto di gruppo delle Scuole Chesterton con padre Cassian Folsom

Che bravi, i nostri amici americani, eh?

video

Oggi il Gala ma ieri le due Scuole Chesterton si sono incontrate a Norcia

Oggi si terrà il Chesterton Gala 2015 (a proposito: fate ancora in tempo a farvi sentire! Basta che andiate su www.scuolachesterton.org e troverete tutti i modi per "farvi sentire"... Per la Scuola è importantissimo!).

Parteciperanno centinaia di persone ma tra gli altri avremo molti ospiti dall'estero. Tra questi anche i ragazzi della Chesterton Academy di Edina (Minnesota, USA), la scuola letteralmente gemella della nostra (nata nello stesso anno a partire dalle stesse espressioni e considerazioni di Chesterton sull'educazione, gli uni all'insaputa degli altri... Pensate! Credo che sia uno dei miracoli di Chesterton).

Ieri i ragazzi si sono incontrati a Norcia presso il Monastero di San Benedetto, ed hanno partecipato insieme alla Santa Messa in rito antico celebrata da padre Cassian Folsom, osb.

A seguire un incontro breve ma interessantissimo con padre Cassian sul nostro compito di scuole in questo momento della società e della Chiesa. L'incontro si è tenuto al teatro comunale di una Norcia piovosa che ha stupito anche gli americani del Minnesota, abituati a temperature polari.

L'incontro è terminato con il canto del Salve, Regina in gregoriano, che è l'inno delle due scuole.

Oggi Gala, allora!

giovedì 26 marzo 2015

Ecco com'è bello un vero negozio distributista!

Ecco Pump Street quant'è bella!
Ecco, chi vuole può venire a vederla e a fare affari. È a San Benedetto del Tronto! Quant'è più bella di Amazon e di tutto il resto?

Qui ci sono le vostre magliette e i vostri libri che vi aspettano.

Anche il quotidiano francese Liberation parla di Chesterton e della sua Autobiografia

L'Autobiografia si intitola nell'edizione francese L'Homme à la clef d'or, titolo che fa riferimento ad uno dei più bei capitoli del libro, quello dedicato a Edward Chesterton, il padre di Gilbert, l'uomo dalla chiave d'oro.

http://www.liberation.fr/livres/2015/02/25/chesterton-jette-un-voile-ludique-sur-sa-vie_1209791

martedì 24 marzo 2015

Pochi giorni al Chesteron Gala 2015...

... siete ancora in tempo a partecipare (pochissimi posti) e a donare qualcosa alla Scuola Libera Chesterton (lì c'è tutto il posto che volete!), una vera scuola libera, forte, simpatica e per la quale vorrei che faceste tutti il tifo!

Trovate tutto qui: www.scuolachesterton.org

Mi raccomando: siate generosi!

Marco Sermarini

La storia inglese raccontata da G. K. Chesterton - Radio Spada

Una recensione di Una breve storia d'Inghilterra scritta da Luca Fumagalli:

http://radiospada.org/2015/03/la-storia-inglese-raccontata-da-g-k-chesterton/

Il libro va letto, apre gli occhi e dice le cose come stanno.

Chi vuole acquistare il libro, www.pumpstreet.it. Facile, ci sono anche bellissime magliette chestertoniane e tanto altro ancora. È un negozio distributista doc, e non è la stessa cosa che comprare si Amazon. Chi compra su Pump Street sostiene la Società Chestertoniana Italiana.


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domenica 22 marzo 2015

Un aforisma al giorno


Questa è una pagina qualunque del bellissimo diario riservato agli alunni della Scuola Libera G. K. Chesterton di San Benedetto del Tronto, che celebrerà il suo Gala di Beneficenza il prossimo sabato 28 Marzo 2015 a Colli del Tronto (AP). 

C'è ancora qualche posto libero per contribuire a questa grande e bellissima opera, fatevi avanti! 

Chi sostiene quest'opera, sostiene la possibilità che dei ragazzi dagli undici ai diciannove anni leggano tutte le mattine una frase splendida come questa!

Un aforisma (attualissimo) al giorno

La menzogna non è mai tanto falsa come quando si avvicina molto alla verità. È quando la pugnalata sfiora il nervo delle verità che la coscienza cristiana urla di dolore.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino

Un aforisma al giorno

Tutta la scienza, anche la scienza divina, è una sublime storia gialla. Solo che non è impostata per rilevare perché un uomo sia morto, ma il segreto più oscuro del perché egli viva.

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

G.K. Chesterton as the Houellebecq of 1914 | VDARE.COM

http://www.vdare.com/posts/g-k-chesterton-as-the-houellebecq-of-1914


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venerdì 20 marzo 2015

Un aforisma al giorno

Secondo il mio giudizio, opprimere le persone è un peccato terribile; ma deprimerle è un peccato ancora peggiore.


Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù

giovedì 19 marzo 2015

Dale Ahlquist parla di Chesterton e di politica si Crisis Magazine

Great Political Ideas are Sustained by Great Religious Ideas - Crisis Magazine


Un aforisma al giorno

L'orgoglio è un veleno così mortale, che non solo avvelena le virtù: avvelena anche gli altri vizi.

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago ed altre serissime storie 

mercoledì 18 marzo 2015

Ecco, alla Scuola Chesterton gli alunni sono circondati da queste cose...

La professoressa d'arte è bravissima e ovviamente ama Chesterton e il distributismo...



Un aforisma al giorno (ragazzi, ditemi che non aveva visto lungo se avete coraggio...)

Diciamo di «rispettare» la religione di questa o di quella persona; tuttavia il modo per rispettarla veramente è considerarla proprio una religione: conoscere i suoi principi e le loro conseguenze. Ma la tolleranza moderna è più indifferente dell'intolleranza. Almeno le vecchie autorità religiose definivano chiaramente un'eresia prima di condannarla e leggevano un libro prima di bruciarlo. Invece noi continuiamo a dire a un mormone o a un mussulmano: «Per me non conta la tua religione, fatti abbracciare». Al che egli ovviamente risponde: «Per me invece conta e ti consiglio di fare attenzione».

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù

martedì 17 marzo 2015

Un aforisma al giorno (viva San Patrizio!)

L'Irlanda se non un regno fu certamente un vescovato, essa non fu convertita ma creata dal Cristianesimo come una chiesa in pietra le cui parti furono raccolte sotto un mantello: il genio di San Patrizio.

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra

Un aforisma al giorno

Tutti gli uomini sono uomini comuni; gli uomini straordinari sono quelli che si rendono conto di ciò.

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù

A Most Unlikely Saint - James Parker su GKC - da The Atlantic

A Most Unlikely Saint - Atlantic Mobile


Perché non si deve avere paura del passato? Fabio Trevisan su Riscossa Cristiana


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"I grandi ideali del passato sono falliti non perché sono vissuti troppo, ma perché non sono vissuti abbastanza".

Con quel suo stile paradossale e folgorante che illuminava le menti, Gilbert Keith Chesterton ammoniva nel 1910 in Ciò che non va nel mondo (What's wrong with the World) tutti coloro che rifiutavano il confronto con il passato. Rigettando le ipocrisie e le falsità costruite attorno all'età medievale, lo scrittore inglese poneva le basi per una nuova fase di slancio e di recupero del passato: "L'umanità non ha superato il Medioevo. Piuttosto si è ritirata da esso disordinatamente. L'ideale cristiano non è stato tentato e trovato manchevole ma è stato trovato difficile e per questo lo si è lasciato intentato". 

A coloro che anche ai suoi tempi predicavano che non si poteva tornare indietro, egli rispondeva senza mezzi termini: "La coscienza moderna è spinta a forza verso il futuro dal senso di stanchezza (non disgiunta da paura) con il quale guarda il passato". Ma cos'era questo passato che incuteva tanto timore? Perché, secondo il grande scrittore cattolico, non si doveva avere paura del passato? Chesterton era ben conscio che la sua generazione fosse sollecitata positivamente dalle generazioni e dalle tradizioni passate e credeva fosse essenzialmente benefico il confronto con esse: "Sono le generazioni passate, non quelle a venire, che bussano al nostro uscio". Non dovevamo chiudere pertanto la porta in faccia alla nostra storia, ai nostri padri! Non dovevamo temere in alcun modo il nostro passato e, con un'immagine tipica del suo riproporre le convinzioni più profonde, Chesterton illustrava in modo impareggiabile quello che noi moderni a fatica rappresentiamo come radici cristiane: "Per qualche strana ragione l'uomo pianta sempre i propri alberi da frutto in un cimitero. L'uomo può trovare la vita soltanto in mezzo ai morti". 

Il rapporto vivificante con i propri morti, con le proprie tradizioni era riassunto da Chesterton con altre suggestive pennellate che qualificavano la natura dell'uomo: "L'uomo è un mostro deforme, con i piedi rivolti in avanti e la testa girata indietro. Può creare un futuro lussureggiante e ciclopico soltanto fintanto che pensa al passato…tutti gli uomini che, nel corso della storia, hanno davvero realizzato qualcosa avevano lo sguardo rivolto al passato". Chesterton rivendicava in modo audace e imponente la libertà di restaurare ed a chi lo interrogava provocatoriamente chiedendogli se si potevano spostare indietro le lancette dell'orologio, egli rispondeva in modo perentorio ed inequivocabile in questo modo: "Sì che si possono spostare". A coloro che pensavano di coglierlo in errore chiedendogli: "Ti sei fabbricato un letto, adesso ti ci devi coricare" egli rispondeva ancora una volta in modo energico: "Se il letto che ho costruito è scomodo, a Dio piacendo lo rifarò!". 

Anche ai nostri tempi di prolungata e difficile crisi sembrerebbe impossibile e sconsigliabile il ricorso alla saggezza dei tempi antichi ed in questa bramosa frenesia di ricerca affannosa delle novità potremmo rispondere intelligentemente con Chesterton: "Siamo costretti a cercare cose nuove perché non ci è permesso cercare cose vecchie. L'intera faccenda si basa sulla convinzione secondo cui abbiamo già estratto tutto ciò che vi era di buono nel passato. Ma questo non è vero".

sabato 14 marzo 2015

Tweet di Chesterton Society su Twitter

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
Help support the G.K. Chesterton Library at Oxford. Fundraising Evening May 23, 2015, a great evening will... fb.me/7cZjsHW4o


venerdì 13 marzo 2015

Un aforisma al giorno

Quando i dogmatici fecero una sottile distinzione fra la sorta di onore dovuto al matrimonio e quello dovuto alla verginità, stamparono la civiltà di un intero continente con un marchio di rosso e di bianco, marchio che non tutti rispettano, ma che tutti riconoscono, anche mentre l'oltraggiano.

Gilbert Keith Chesterton, Capelli spaccati in quatto, da Il Frontespizio ottobre 1934, annata XII, pp. 8-9

Chesterton attacca il proibizionismo americano

Di certo saprete del proibizionismo in America, che vietò in essa l'uso delle bevande alcoliche, ma forse non tutti sapranno della contrarietà che espresse contro di esso il nostro Gilbert (anche se si può facilmente immaginare!).

Questo giornale americano (precisamente il Minnesota Star Tribune) ripubblica l'articolo di Chesterton uscito sull'Illustrated London News l'8 Ottobre 1914 sul punto.

È in inglese.


http://m.startribune.com/local/blogs/295813941.html

martedì 10 marzo 2015

Sul Padre Brown della BBC...

È andata in onda ieri sera la seconda puntata della serie TV dedicata a Padre Brown a firma della BBC, l'emittente radiotelevisiva inglese che ne ha già prodotto una seconda serie, dopo che quella che sta andando in onda ora in Italia ha avuto un grande successo in Gran Bretagna.

Che ne pensate? Se qualcuno l'ha vista, può dire la sua commentando questo post.

Per quel che mi riguarda, ne ho visto una ventina di minuti finali. Mi sembra qualcosa di "liberamente tratto", più che altro. Ho fatto un po' di fatica a riconoscere il nostro GKC nello sceneggiato andato in onda ieri sera, e francamente gli anacronismi e gli arronzamenti (arronzare nella mia lingua significa fare le cose approssimative, "a stucco") che qualcuno più autorevole di me notava ci sono e sono visibili. Il finto prete che predica nella chiesetta cattolica somiglia molto di più ad un pastore anglicano che ad un prete cattolico seppure finto. Sembra ambientato negli anni Cinquanta inglesi più che all'epoca di Chesterton. Padre Brown è la caricatura del formidabile, intelligente e apparentemente stordito prete ispirato a padre John O' Connor. Il testo e la sceneggiatura non hanno niente di chestertoniano, ma potrei sbagliare. È molto più fedele la serie di sei puntate italiane con Rascel e Foà, in cui regista e sceneggiatore lavorarono benissimo (per favore, non mi dite che era lento: benedetta quella lentezza...! Sarebbe un giudizio bolso e fiacco, con rispetto parlando per chi lo formula). Non mi pare che ci siamo, ma dite pure la vostra.

Marco Sermarini

lunedì 9 marzo 2015

Luca, Rosalia e Cristina hanno in comune alcune cose...

... si sono incontrati a Roma dal Papa in occasione dell'udienza concessa a Comunione e Liberazione, ma hanno scoperto di essere tutti chestertoniani, e per noi non ha prezzo!

Chesterton fa scuola, la malattia dei pi nic sul pavimento di casa si diffonde...

Ne prendiamo atto con lieta soddisfazione.

Questa ce l'hanno mandata Martina e Fabio di Pescara, contagiati dall'esperienza di Cristian e Betta di Mantova…
Se la faccenda prende piede noi ne siamo entusiasti e pubblichiamo le prove dei vostri pic nic chestertoniani.

Sempre pronti a sostenere ogni slancio di normalità che passa per la vostra mente...

domenica 8 marzo 2015

Chesterton in altre parole



 Nella foto: Maisie Ward


Freda Spencer, una delle segretarie che si succedettero al servizio di Gilbert, ricorda come fosse meravigliata del tanto tempo e dei tanti sforzi che dedicava al "dare piacere e divertimento a persone totalmente irrilevanti" dotando "le banalità della vita" di "una ricchezza ed importanza che era essenzialmente cristiana" e ravvivando la monotonia quotidiana con tanto "divertimento e risa". Dall'altra parte ciò che "lo guastava e che rendeva davvero difficile la vita di chi doveva stare con lui era la sua assoluta avversione verso qualunque cosa che si avvicinasse alla disciplina, moderazione o ordine".

Maisie Ward, Chesterton

Un aforisma al giorno & Chesterton in altre parole

Scrivendo sull'Illustrated London News a proposito della morte di San Pio X, Chesterton conveniva con tutti quegli innumerevoli giornali dalle vedute aperte e liberali che "sostenevano, con sottile forza e tutta la delicatezza necessaria" che il papà defunto aveva "avuti tutti i pregiudizi del contadino". Infatti disse: "Aveva un pregiudizio secondo cui la mistica parola 'sì' dovrebbe distinguersi dall'egualmente insondabile espressione 'no'" (Illustrated London News, XXX, 153).

venerdì 6 marzo 2015

Il signor Chesterton vi invita tutti al Chesterto Gala 2015...

Tweet da G.K. Chesterton (@GKCDaily)

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
The point of divorce is not that people are professing to be reckless, but that people are pretending to be respectable.


giovedì 5 marzo 2015

Un aforisma al giorno (riciclato ma non meno bello)

Un aforisma al giorno (quaresimale quanto mai)

"Cedere alla tentazione è come cedere ad un ricattatore: paghi per essere libero, ma ti ritrovi ad essere ancora più schiavo".

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News

Il Gruppo Chestertoniano Modenese prende forma...

Caro presidente e cari chestertoniani tutti,

il gruppo chestertoniano modenese sta iniziando a prendere forma... no, forse è un po' prematuro. Per il punto a cui siamo è meglio così: il gruppo chestertoniano modenese sta cercando di costituirsi.

C'è stata una prima occasione di incontro lo scorso 7 febbraio ma è stata un po' boicottata dalla neve e alla fine assieme al promotore, Giovanni, c'erano solo altre due persone.
 
Con le email dei presenti e di quelli che avaveno manifestatro interesse è stata creata una mailing list attraverso la quale abbiamo raccolto e ci siamo scambiati un po' di informazioni, in particolare sulle opere che abbiamo letto e sulle nostre preferenze.

Sabato prossimo proviamo ad incontrarci di nuovo dalle 16 alle 17 (per ora le previsioni dicono che ci sarà il sole... speriamo!). Se qualcuno in zona vuole aggiungersi, ora che siamo agli inizi, sarà ben accetto. La prevalenza a quanto ho capito è di Modena e limitrofi, ma io sono in provincia di Bologna e sto più o meno alla stessa distanza di un bolognese. Gli incontri non saranno molto molto frequenti.

In ogni caso vi terremo aggiornati su quello che facciamo 

Chi volesse informazioni per raggiungerci sabato, scriva a: chestertonmodena@gmail.com

Alla prossima
Maria Grazia Gotti

mercoledì 4 marzo 2015

Una riflessione... dissidente sulla recente "riforma" delle banche popolari - di Benedetta Scotti

http://www.lintellettualedissidente.it/economia/morte-al-piccolo-capitale/

Gli atti di Fede e le Crociate - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

Gli atti di Fede e le Crociate - di Fabio Trevisan

"Gli atti di fede e le crociate, le gerarchie e le orribili persecuzioni non ebbero per scopo, come dicono gli ignoranti, la soppressione della ragione, bensì la difficile difesa della ragione".

zzchstr1Ai giorni nostri questa frase di Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), tratta dal saggio Ortodossia del 1908, potrebbe suscitare perplessità e preoccupazione. Qualche pensatore moderno potrebbe addossare allo scrittore inglese la qualifica di guerrafondaio giustificazionista di ogni crimine della Chiesa e così via di questo passo. Nessuno sembra preoccuparsi della difesa della ragione, come espresso chiaramente da Chesterton. Il grande pensatore cattolico londinese intendeva preservare, con la ragione, l'autorità legittima: "Se l'antico anello dell'autorità sarà spezzato dallo scetticismo, nello stesso momento vedremo la ragione traballare sul suo trono".

Religione e ragione sedevano quindi sullo stesso trono, tanto che non poteva l'una prescindere dall'altra, essendo entrambe della stessa natura: "Di quanto la religione si allontana da noi, di altrettanto si allontana la ragione. Sono tutt'e due della stessa natura elementare ed autoritaria". Cosa accadde quindi quando il laicismo separò la religione dalla ragione ? Non solo divise la dimensione pubblica e quindi la regalità anche sociale di Nostro Signore Gesù Cristo da quella intimistica privata, ma indebolì di fatto la ragione e scardinò dal trono l'autorità papale, come espresso brillantemente in Ortodossia "Con una fune lunga e resistente abbiamo cercato di rovesciare la mitra dalla testa dell'uomo pontificale, ed è venuta giù anche la testa".

Con questa efficace ed attuale immagine scaturita dalla feconda penna di Chesterton, egli ha posto in rilievo come il pensiero abbia a che fare con l'atto di fede ed è quindi necessario difenderlo, in quanto collegato alla realtà ("La ragione stessa è materia di fede ed è un atto di fede asserire che i nostri pensieri hanno relazione con la realtà"). La ragione, radicata nella Realtà onnisciente di Dio, era posta a servizio della Sua autorità, Logos e Amore, ed era messa a disposizione dell'uomo.

Pertanto, come giustamente argomentava il grande pensatore di Beaconsfield, non poteva l'uomo zzchstr2dubitare di Dio, Ragione Suprema, Bontà infinita. Egli stigmatizzava l'ideologia moderna di dubitare della Verità oggettiva: "Un uomo ha diritto di dubitare di se stesso, non della verità; questa proposizione è stata esattamente rovesciata. Oggigiorno ognuno crede esattamente in quella parte dell'uomo in cui dovrebbe non credere: se stesso, e dubita esattamente in quella parte in cui non dovrebbe dubitare: la ragione divina". 

Chesterton caldeggiava con quel suo stile paradossale impareggiabile che si tornasse a ragionare, che si capisse come la difesa dell'ortodossia e del dogma fossero indivisibili dalla salvaguardia della religione cattolica. Solamente nella tutela dell'ortodossia stava la prospettiva della salute e della salvezza dell'anima e per questi fini si doveva combattere. Una delle cose a cui l'uomo doveva assolutamente pensare, ribadiva nel saggio Ortodossia, era l'Assoluto: "Uno dei primi bisogni dell'uomo è quello di essere qualche cosa di più di un pragmatista". Nel romanzo Uomovivo poneva il cappello sulla testa di ogni uomo poiché ciascuno potesse rendersi conto dell'autorità e della bellezza di essere creature ad immagine e somiglianza di Dio. Allo stesso tempo impediva che la mitra fosse levata dal capo del Pontefice.

A coloro che ancora oggi parlano dell'oscurantismo della Chiesa e condannano acriticamente le crociate, gli atti di fede e le gerarchie potremmo rispondere con Chesterton che furono baluardi per difendere la fede con la ragione.

Egli soleva dire: "La Chiesa deve avere molta cura nel precisare la sua dottrina affinché noi tutti possiamo vivere senza cura".

martedì 3 marzo 2015

Novità su Pump Street... - William Blake

Ancora: chi compra su Pump Street sostiene tre belle cose: la Società Chestertoniana, una grande idea (Pump Street è una piccola grande idea) e il distributismo, l'unica idea socioeconomica vera e sana.

Non dimenticatelo.

Novità su Pump Street... - Gli alberi dell'orgoglio

E ricordatevi che chi compra su Pump Street sostiene tre cose belle: una grande idea, la Società Chestertoniana ed il distributismo, l'unica idea socioeconomica vera e sana, senza tema di smentite.

I fratelli americani si preparano alla loro 34esima Chesterton Conference

... ma tra gli illustri ospiti e il maestro di cerimonie Dale Ahlquist (oramai uno di noi) c'è un carissimo amico che ha anche la tessera della SCI e parlerà di Chesterton ed Emilio Cecchi: è il nostro caro padre Spencer Howe!

lunedì 2 marzo 2015

Un aforisma al giorno

Una grande nazione, e una grande civiltà, ha seguito per cento o più anni una forma di progresso che si considerava indipendente da certi vecchi collegamenti, i quali coincidevano con antiche tradizioni riguardanti la terra, il focolare e l'altare. Quella nazione è progredita sotto la guida di leader che erano sicuri di sé, per non dire arroganti. Erano persuasi che le loro regole economiche fossero immutabili, che la loro teoria politica fosse giusta, che il loro commercio fosse benefico, che i loro parlamenti fossero popolari, che la loro stampa fosse illuminata, che la loro scienza fosse umana. Sulla base di questa certezza, hanno convinto il popolo a partecipare a nuovi e smisurati esperimenti; a fare della loro nazione indipendente un'eterna debitrice di pochi ricchi; ad accumulare un gran numero di proprietà private fidandosi dei finanzieri; a ricoprire al loro terra di ferro e pietre e a spogliarla di erba e grano; a eliminare il cibo dal proprio paese per poi ricomprarlo dai confini del mondo; a permettere che i ricchi diventassero ancora più ricchi e meno numerosi, e i poveri ancora più poveri e più numerosi; a perdere ogni forma di prosperità moderata e di schietto patriottismo, finché non ci sono più stati né indipendenza senza lusso né lavoro senza bruttezza; a lasciare che milioni di uomini dipendessero da una disciplina e da un sostentamento indiretti e lontani, ammazzandosi di lavoro senza sapere per chi e prendendo i mezzi di sussistenza senza sapere da dove. […] Se posso dire una parola ai principi e ai governanti di questo popolo, dirò con la stessa serietà di qualsiasi affermazione fatta da un uomo ad altri uomini: 'Per l'amor di Dio, nel nostro interesse, ma soprattutto nel vostro, non abbiate la fretta sconsiderata di dire alla vostra gente che non c'è modo di uscire dalla trappola in cui la vostra stoltezza vi ha guidato; che non esiste progresso tranne quello che è approdato a questo risultato […]. Gli uomini forse vi perdoneranno di avere sbagliato, ma potrebbero non perdonarvi di avere disperato.


Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza

Di cosa parlavano l'articolo di Pietro Pisarra pubblicato su La Croix e l'articolo su La vie (grazie, Andrea Carbonari!)

Giorni fa avevamo segnalato un tweet di Pietro Pisarra, docente universitario italiano in Francia che ci segue su Twitter, e ora segnaliamo anche un altro articolo uscito su La Vie. In Francia, come molti sapranno, c'è una rinascita chestertoniana piuttosto interessante, grazie anche a Philippe Maxence; ecco cosa ci racconta il nostro Andrea Carbonari dell'articolo in questione (lui è tanto bravo, sa anche il francese!):


L'articolo di Pietro Pisarra 


pubblicato da La Croix presenta l'Autobiografia di zio Gilbert, intitolata in francese "L'uomo dalla chiave d'oro" (un riferimento al padre di GKC e il titolo di uno dei capitoli dell'opera). 

L'Autobiografia è stata da poco ripubblicata in Francia, anche se con una traduzione dall'inglese degli anni Quaranta. Il titolo è tratto dalla frase di Cecchi su GKC come vescovo e clown al contempo. 

Il pezzo tratto da La vie,


invece, è un articolo che parla a grandi linee del distributismo prendendo lo spunto dal romanzo "Sottomissione". Oltre che di zio Gilbert e di Belloc parla anche delle concrete esperienze imprenditoriali che si sono ispirate al distributismo, fra le quali la Mondragon Corporation spagnola e il Catholic Worker Movement. Spero di essere stato utile. Se hai bisogno di altro fammelo sapere. Saluti chestertoniani, Mr Pond.

domenica 1 marzo 2015

Un aforisma al giorno

L'uomo sulla nave da crociera ha visto tutte le razze umane e pensa alle cose che dividono gli uomini: alimentazione, abbigliamento, decoro, anelli al naso come in Africa o alle orecchie come in Europa, vernice blu tra gli antichi e vernice rossa tra i britannici moderni. L'uomo nel campo di caboli non ha visto nulla, ma pensa alle cose che uniscono gli uomini: la fame, i figli, la bellezza delle donne, la promessa o la minaccia del cielo.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici