sabato 24 ottobre 2026
Chesterton in altre parole - Josef Pieper: per Chesterton tutte le cose sono buone.
venerdì 23 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Le mode e le sciocchezze.
giovedì 22 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Per la guerra sociale ci vuole un termine artificioso (perfetto, come sempre in anticipo, Gilbert).
mercoledì 21 ottobre 2026
martedì 20 ottobre 2026
Chesterton in altre parole - C. S. Lewis: "Il libro che mi ha aiutato di più...".
lunedì 19 ottobre 2026
Chesterton in altre parole - C. S. Lewis: "Apprezzare un autore può essere involontario e improbabile quanto innamorarsi".
Non avevo mai sentito parlare di lui e non avevo idea di quali fossero le sue idee; né riesco a capire bene perché mi abbia conquistato in modo così immediato. Ci si sarebbe potuto aspettare che il mio pessimismo, il mio ateismo e il mio odio per il sentimentalismo lo rendessero per me il meno congeniale di tutti gli autori. Sembrerebbe quasi che la Provvidenza, o una «seconda causa» di natura molto oscura, prevalga completamente sui nostri gusti precedenti quando decide di far incontrare due menti. Apprezzare un autore può essere involontario e improbabile quanto innamorarsi.Clive Staples Lewis, Sorpreso dalla gioia.
domenica 18 ottobre 2026
Chesterton in altre parole - C. S. Lewis: "Consideravo Chesterton l'uomo più sensato al mondo...".
sabato 17 ottobre 2026
G. K. Chesterton - Il blog dell’Uomovivo compie oggi venti anni!
Fulton Sheen: "Ma chi è il tuo autore preferito...?"
Il nostro primo incontro avvenne quando gli chiesi di scrivere la prefazione al mio libro God and Intelligence. Chesterton disse: «Non so nulla di filosofia». Io ribattei che lui stesso ne aveva scritto un eccellente trattato intitolato Ortodossia Grattandosi la testa folta, disse: «Lo scriverò! Apparteniamo entrambi alla grande corporazione mistica chiamata Chiesa cattolica, nella quale siamo responsabili delle opinioni l’uno dell’altro. Tu sai in cosa devo credere, e io so in cosa devi credere».
«Ma chi è il tuo autore preferito?»
venerdì 16 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Chesterton scrive del suo amore per Frances alla mamma, ma la mamma è nella sua stessa stanza...
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| I due ragazzi... |
Il giovane Gilbert era innamorato di Frances e avrebbe dovuto dirlo a sua mamma, alla propria mamma, la cui opinione teneva nella massima considerazione; una considerazione così alta che mise Gilbert quasi nel panico e che lo spinse a scriverle una lettera, solo che la lettera la scrisse nella stanza dove era sua mamma, mentre la mamma gli versava la cioccolata calda...
Me lo immagino ansioso e leggermente sudato mentre scrive questo capolavoro.
Aveva ragione ad essere ansioso, alla mamma non andò sempre ed esattamente a genio Frances, ma questa è un'altra cosa e non impedì a Gilbert di sposarla e di vivere un matrimonio felice, un amore davvero bello e profondo.
Che dire di più? Io un individuo del genere lo terrei per sempre a casa mia, così, anche senza fare niente, senza apparente motivo...
Marco Sermarini
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Mia carissima mamma,Forse penserai che questo sia un modo di fare un po’ eccentrico. Sei seduta di fronte a me e stai parlando… della signora Berline. Ma ho scelto questo modo di rivolgermi a te perché mi viene in mente che forse potresti voler riflettere bene sulla questione prima di scrivermi o parlarmi al riguardo.Ti racconterò tutta la vicenda in cui credo di aver agito correttamente, anche se non ne sono assolutamente certo, e ti chiederò un consiglio al riguardo. Si è trattato di una situazione piuttosto complicata, e ribadisco che non credo avrei potuto agire diversamente, ma se fossi il più grande sciocco dei tre regni e avessi combinato solo un pasticcio, c’è una persona a cui mi rivolgerei sempre e di cui mi fiderei. Le madri conoscono le sciocchezze dei propri figli meglio di chiunque altro, e questo è stato particolarmente vero nel tuo caso. Ne ho sempre gioito e non me ne sono mai vergognato: è sempre stato così e lo sarà sempre. Queste cose sono più facili da scrivere che da dire, ma tu sai che è vero, non è così?Sono incredibilmente preoccupato che tu mi riconosca il merito di aver fatto del mio meglio e di aver tenuto sempre presente l’effetto che avrebbe avuto su di te la lettera che ti sto scrivendo ora. Spero davvero che ti piaccia.Circa otto anni fa, hai fatto un’osservazione – questo forse ti dimostrerà che, anche se “prendiamo in giro” le tue osservazioni, le ricordiamo bene. L’osservazione si riferiva all’ipotetica signorina di cui mi sarei innamorato e suonava più o meno così: «Se è una brava ragazza, non mi importerà chi sia». Non so quante volte me lo sono ripetuto negli ultimi due o tre giorni in cui ho deciso di scriverti questa lettera.Non spaventarti; né pensare che sia accaduto qualcosa di sensazionale o definitivo. Non sono sposato, mia cara mamma, né sono fidanzato. Sei stata convocata al consiglio dei capi proprio all’inizio delle sue deliberazioni. Se non ti dispiace, ti racconterò, brevemente, l’intera storia.Tu sei, credo, la persona più perspicace che io abbia mai conosciuto; di conseguenza immagino che tu non pensi che io vada a Bedford Park ogni domenica solo per il panorama. Non mi stupirei se tu sapessi quasi tutto ciò che posso raccontare in una lettera. Basti dire, per quanto brevemente (poiché a nessuno di noi due piacciono molto le effusioni: questa lettera non è sulla falsariga di quelle della signora Ratcliffe), che la prima metà del tempo trascorso con i Blogg l’ho passata godendo di un’amicizia molto intima, ma piuttosto spensierata e platonica con Frances Blogg, leggendo, parlando e godendoci la vita insieme, trovando grande intesa su tutti gli argomenti; e la seconda metà nel fare la scoperta emozionante, ma dolorosamente responsabile, che il platonismo, da parte mia, non aveva affatto il dominio esclusivo della situazione. Ecco a che punto siamo ora. Nessuno lo sa, tranne la sua famiglia e te.Mia carissima mamma, sono sicura che almeno tu non sia indifferente. In effetti ci amiamo più di quanto nessuno di noi due potrà mai esprimere a parole. In questa lettera ho evitato di ricorrere al sentimentalismo, perché non credo che ti piaccia molto. Ma l’amore è una cosa ben diversa dal sentimentalismo e di questo non riderai mai. Non dirò che Frances ti piacerà di sicuro, perché tutti i giovani lo dicono alle loro madri, ovviamente, e le madri non ci credono mai, ovviamente. Inoltre, ne sono così convinto che vorrei che la conoscessi tu stessa. In realtà, è proprio il tipo di donna che ti piace, quella che si definisce, credo, «una donna tra le donne»: molto spiritosa, spensierata e comprensiva, e priva di quell’esuberanza di salute che può risultare fastidiosa.Non ho altro da aggiungere, se non che tu e lei avete occupato i miei pensieri nell’ultima settimana, escludendo tutto il resto, il che spiega sicuramente la mia distrazione, e che nella sua lettera mi ha inviato il seguente messaggio: «Per favore, dillo presto a tua madre. Dille che non sono così sciocca da aspettarmi che mi consideri all’altezza, ma che cercherò davvero di esserlo».Un’aspirazione che, dal mio punto di vista, suscita naturalmente un sorriso.Ecco, mi stai versando una tazza di cioccolata calda. Grazie.Credimi, mia carissima mamma,sempre il tuo figlio affezionatissimo,Gilbert
Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton.
giovedì 15 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Speranza e ragionevolezza.
mercoledì 14 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Fallo ancora!
martedì 13 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Dove nasce la follia.
lunedì 12 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Il diavolo cita le Scritture a proprio vantaggio...
domenica 11 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Avventure ed inconvenienti.
sabato 10 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Verità insopportabile?
venerdì 9 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Felice perché innocente.
giovedì 8 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Il forte non è coraggioso.
mercoledì 7 ottobre 2026
Riproporre il 7 ottobre di Lepanto è essere onesti con Chesterton.
Riproponiamo il testo antologico di questo post di tre anni fa, certi che sarà utile a molti. Questa è una giornata molto importante per chi ama Chesterton..
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L'ho detto così spesso che sono quasi stanco di ripeterlo, ma devo continuare a dirlo. Coloro che non vedono il valore di Lepanto sono mezzi morti. Che rimangano così.
Hilaire Belloc
Credo, tuttavia, che Lepanto sia una delle pagine attuali che le generazioni del futuro non lasceranno morire. Una parte di vanità è solita mettere a disagio nelle odi eroiche; questa celebrazione inglese di una vittoria dei terzi di Spagna e dell'artiglieria italiana non corre questo rischio. La sua musica, la sua felicità, la sua mitologia, sono ammirevoli. È una pagina che commuove fisicamente, come la vicinanza del mare.
Jorge Luis Borges
(Lepanto) non è solo una delle più belle poesie di Chesterton, ma anche una delle più belle poesie in lingua inglese. È un intricato arazzo di immagini, un suggestivo racconto di storia, un capolavoro di rima e ritmo e allitterazione che marcia con uno scopo costante e costruisce un crescendo di grida di trionfo.
Dale Ahlquist
Se San Pio V suscitò una mobilitazione quasi come per una vera crociata, questo poema ha risvegliato amore, eroismo e l'idea di difendere le proprie radici in luoghi impensati: John Buchan, uomo d'arme, letterato e politico scozzese, futuro governatore britannico del Canada, il 21 giugno 1915 scrisse a Chesterton, appena riavutosi dal male che stava per ucciderlo, una breve nota dal fronte del seguente tenore: «L'altro giorno nelle trincee gridavamo la tua Lepanto». Nelle trincee in cui si combatteva contro gli Ottomani e i Prussiani, si cantava Lepanto, gente comune mandava a memoria versi che cantavano una battaglia di più di quattro secoli prima, cioè: un poema di Chesterton animava e parlava dell'identità di uomini comuni in guerra, nel fango di una trincea. Cosa desiderare di più per un poeta?
Marco Sermarini (prefazione a Lepanto, ed. Pathos, disponibile su www.pumpstreet.it)
Breve antologia su Lepanto e Chesterton:
https://uomovivo.blogspot.com/2018/10/breve-antologia-su-lepanto-e-gkc-oggi-7.html
La traduzione di Giulio Mainardi del poema:
https://uomovivo.blogspot.com/2021/06/e-uscita-lepanto.html
La traduzione di Rodolfo Caroselli del poema:
https://uomovivo.blogspot.com/2016/10/oggi-e-il-7-ottobre-giorno-della.html
A Spelonga, frazione di Arquata del Tronto, ogni tre anni si festeggia la Vittoria di Lepanto:
https://uomovivo.blogspot.com/2010/07/la-festa-bella-di-spelonga-rievocazione.html
https://uomovivo.blogspot.com/2010/07/la-festa-bella-di-spelonga-rievocazione.html
Un aforisma al giorno - Il battito permanente dell'anima.
martedì 6 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Chesterton, Gertrude, la morte e il dolore, altre emergenze.
lunedì 5 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Un'idea degna di un romanzo poliziesco...
domenica 4 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - L'abisso senza fondo della gratitudine.
sabato 3 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Il voto è un appuntamento con se stessi.
venerdì 2 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Exegi monumento oere perennius.
giovedì 1 ottobre 2026
Un aforisma al giorno - Voti precipitosi e avventati...
mercoledì 30 settembre 2026
Un aforisma al giorno - La chiamata ad una grande rivoluzione.
martedì 29 settembre 2026
Un aforisma al giorno - Davvero un lampione verde davanti alla mia casa in cielo.
lunedì 28 settembre 2026
Un aforisma al giorno - La cosa più poetica al mondo è non stare male.
domenica 27 settembre 2026
Un aforisma al giorno - Conservare opposti furiosi.
Il cristianesimo ha superato la difficoltà di conciliare opposti furiosi, conservandoli entrambi e mantenendoli entrambi furiosi.
sabato 26 settembre 2026
Chesterton in altre parole - Arthur Quiller-Couch, "Gli avvenimenti più curiosi sono meravigliosi ai suoi occhi"...
venerdì 25 settembre 2026
Un aforisma al giorno - Provvidenza senza Dio.
giovedì 24 settembre 2026
Rudyard Kipling su Chesterton (e c'è sempre Gertrude Blogg implicata).
Vi ringrazio di cuore per The Wild Knight. Naturalmente conoscevo già alcune poesie, in particolare The Donkey (L’asinello) che mi è rimasta impressa. Concordo con voi sul fatto che l’autore prometta bene e penso che anche il matrimonio gli insegnerà molto. Sarà interessante seguire il suo sviluppo nei prossimi anni. All’inizio, tutti scriviamo del paradiso e dell’inferno, del bene e del male; dopo, molto più tardi ci accorgiamo della gente - la gente comune che vive sotto i cieli.
Intanto gli auguro tutta la felicità possibile e a voi, Rex, quel conforto che, secondo gli uomini, solo il tempo può recare dopo la scomparsa di una persona cara. È probabile che ci metta un bel po’ per arrivare, ma si va nella direzione giusta per trovarlo se ci si interessa alla felicità altrui. Anche se la vista di quella felicità è come un coltello rigirato nella piaga.
Chesterton mostra un preoccupante attacco di aureole. Sono sparse per tutto il libro. Ciascuno di noi usa inconsciamente qual che parola favorita, ma aureola era di Rossetti. Ho notato anche esangue sfinimento e molti si scolora e locuzioni quali catturano e avvincono. È troppo bravo per non poter far meglio. Cosa ne dite di un rigido corso di Walt Whitman; o il matrimonio gli farà vedere le persone?
Michael Ffinch, Gilbert Keith Chesterton.
Insomma, anche Kipling ci vide lungo. Aveva intuito la grandezza del nostro eroe e la profondità delle sue prime prove letterarie, in particolare della sua poesia, che forse è un aspetto poco studiato e approfondito, specie qui in Italia. Ma è essenziale registrare questo giudizio, ed evidenziarlo e mostrarlo, al fine di colmare l'inspiegabile vuoto nelle nostre antologie o nella considerazione della critica odierna (quest'uomo si poteva paragonare e di fatto contendeva l'attenzione del pubblico ai maggiori: etterati della sua epoca, come Kipling e Shaw, ed oggi, grazie anche al modesto lavoro delle società chestertoniane del mondo, con fatica sta uscendo da un silenzio incomprensibile ed ingiustificato.
Marco Sermarini
mercoledì 23 settembre 2026
Chesterton, Gertrude, la morte e il dolore, ed idee degne "di un romanzo poliziesco". "Ho giurato di essere spudoratamente sciocco",
Al momento sono nero ma di aspetto gradevole: è il ciclostile che mi ha annerito. Non temere: mi laverò. Ma ritengo mio dovere fornirti un resoconto accurato del mio aspetto fisico ogni volta che ti scrivo: e sarò felice di qualunque tuo consiglio o suggerimento.
Io, prima di tutto, ho giurato - non esito a dirlo - per la spada di Dio che ci ha colpito e davanti al bel volto della morta, che la prima frase scherzosa mi fosse venuta in mente l’avrei detta, la prima poesia assurda avessi pensato l’avrei scritta; ho giurato che, tra gli altri doveri, pur con il cuore pesante, avrei assolto quello di essere spudoratamente sciocco, stravagante, perfino spudoratamente triviale e, per quanto possibile, divertente. Ho giurato che Gertrude non avrebbe mai dovuto sentire, dovunque fosse, che lo spirito allegro della commedia aveva lasciato il nostro teatro. Questo, me ne rendo conto, sarà frainteso. Ma da lungo tempo so che, qualunque cosa facciamo, saremo fraintesi; non è colpa degli altri, poiché, noi lo sappiamo, le nostre migliori motivazioni non sono spiegabili né difendibili. E preferirei ferire coloro che possono gridare anziché colei che tace.
Ho fatto una scoperta o, dovrei dire, ho avuto una visione. L’ho avuta tra due tazze di caffè nero in un ristorante francese di Soho; ma non saprei spiegarla, neppure se cercassi di farlo. Comunque, il senso era che tutte le cose buone formano un tutt’uno. Non esiste alcun conflitto tra la lapide di Gertrude e il ritornello di un’opera buffa eseguito da Mildred Wain. Ma esiste un’insanabile conflitto tra la lapide di Gertrude e l’oscena pomposità della prèfica; ed esiste un’insanabile conflitto tra la melodia dell’opera buffa e qualunque testo meschino o volgare a cui venga adattata. Queste cose, che l’uomo ha unito, Dio sicuramente le separerà. Questo è ciò che sento... adesso, a ogni ora del giorno. Tutte le cose buone sono una cosa sola. Tramonti, scuole di filosofia, bambini, costellazioni, cattedrali, opere d’arte, montagne, cavalli, poesie; sono solo travestimenti. Un’entità soltanto si muove sempre tra noi, celandosi sotto il manto grigio della chiesa o nel verde dei prati. Lui c’è sempre, dietro a ogni cosa, soltanto lui può indossare quei travestimenti in modo tanto splendido. E questo è ciò che gli Ebrei dell’antichità, soli tra gli altri popoli, hanno percepito; per questo il loro rozzo dio tribale è stato innalzato sopra le rovine di tutte le civiltà politeiste. Poiché i Greci, i Vichinghi e i Romani videro solo i conflitti del la natura e trasformarono il sole in un dio, e così pure il mare, e così pure il vento. Non furono attraversati, come qualche rude israelita, una notte, nella solitudine del deserto, dall’improvvisa, abbagliante idea che tutto il mondo era la manifestazione di un solo Dio: un’idea degna di un romanzo poliziesco.
Un pensiero che, da laico quale sono, ho sempre avuto è che quell’osservazione di Pietro davanti alla visione di un’ora avrebbe dovuto essere fatta propria da ciascuno di noi, nella contemplazione di ogni mutamento della lunga visione che chiamiamo vita. «È bello per noi essere qui», una frase che si ripete eternamente. E se, dopo molte gioie e feste e frivolezze, il nostro destino è di assistere uno di noi che, nel senso più terribile della parola, «si trasfigura davanti ai nostri occhi» - brillando cioè nel biancore della morte - almeno non potremo - credo - immaginare facilmente di non voler essere al suo posto. Non io, di certo. È stato bene per me essere là.
Non so in base a quale principio sia governato l’universo; so solo, o sento, che è un principio buono o comunque spirituale. Non so che cosa sia stata la morte di Gertrude; so che è stata bella, perché l’ho vista. Noi non sentiamo così adesso; perché? Perché adesso non vediamo Gertrude. Ciò che ora vediamo è la sua assenza: ma la sua morte non è la sua assenza, bensì la sua presenza altrove. Sapevamo che era bello, poi l’abbiamo visto e non ci è sembrato più tale. Non temere, adorata, per le lente, inevitabili leggi della natura umana; noi torneremo sul monte della Visione; potremo usare quelle parole negli accenti di Whitman. «Disincarnata, trionfante, morta».
(...) In tutte le lettere alla fidanzata, Gilbert cercò di sollevarne il morale, rifiutando di cedere alla «sontuosa fandonia dei sentimenti mortuari». Sulla parola reverenza si era detta «una carrettata di assurdità». Per quanto lo riguardava, «se a qualcuno ne verrà in mente una veramente buona sull’aspetto della mia bara, per tutti i fulmini dovrà dirla all’istante. Se non lo farà, alzerò il coperchio con un calcio e ci penserò io».
Michael Ffinch, Gilbert Keith Chesterton
(le lettere citate sono tratte da Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton).















