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martedì 25 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Il nonsense è per gli adulti.



La grande letteratura del nonsense ha un enorme valore, ma si può almeno ragionevolmente asserire che è valido principalmente per gli adulti. Il nonsense è un concetto di una sottigliezza “meredithiana”. Non sono i bambini a dover leggere le parole di Lewis Carroll: fanno molto meglio a passare il tempo a preparare torte di fango; al contrario, saggi e filosofi brizzolati dovrebbero stare seduti tutta la notte a leggere Alice nel paese delle Meraviglie per studiare quel problema molto oscuro della metafisica, la terra di confine tra ragione e irrazionalità, e la natura della più imprevedibile delle forze spirituali, l’umorismo, che danza in eterno tra quei due poli. Il fatto che noi traiamo piacere in certe storie lunghe ed elaborate, in certe forme complicate e curiose di dizione, che non hanno alcun significato comprensibile, non è un argomento con cui far giocare i bambini, è un argomento con cui far impazzire gli psicologi. Siamo noi persone mature, con il nostro gusto per ciò che esula dalle regole, ad aver inventato il nonsense. Ci siamo concessi il piacere di Ciciarampa e dello Yonghy-Bonghy-Bo, così come ci siamo immersi nello spiritualismo e nelle fiabe celtiche, perché avevamo una perenne impazienza verso la nostra stessa monotona terra. Ma il bambino si trova in una posizione nettamente superiore. Per lui la terra non è monotona, per lui non vi è necessità di libri. Quell’elemento del selvatico e del poetico che ci viene suscitato dal Dong con il naso luminoso, in lui è suscitato da un normale parente. Per il bambino non è necessario risvegliare il senso di straniamento e umorismo dotando un uomo di un naso luminoso. Per il bambino (prototipo del vero filosofo, che non è ancora nato) è già sufficientemente strano e divertente avere un naso.

Gilbert Keith Chesterton, Lettura e follia.



 

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