martedì 31 gennaio 2012

Sempre su Il Circo della farfalla

Sempre sul Circo della farfalla leggete questo commento di Antonio Socci.

Suggeritoci da Michelangelo Rubino, andate a vedere Il Circo della Farfalla

Qui. Andate a vedere, è molto bello ed anche il commento aiuta e merita di essere letto.

Ha a che fare con Nick Vujicic, di cui altrove in questo blog ci siamo occupati.

L'attore con i baffoni alla messicana, el senor Mendez, è Eduardo Verasguri che troverete in Cristiada, il film sui Cristeros di cui pure ci siamo occupati. Bel tipo.

Leggete, guardate e se ritenete commentate.

lunedì 30 gennaio 2012

Il nostro presidente intervistato da Zenit su Chesterton ed il distributismo.

Chesterton e la crisi moderna
Il "distributismo" con persona e famiglia al centro dell'economia
di Gilberto Castrovilla
ROMA, sabato, 28 gennaio 2012 (ZENIT.org).- “Chesterton & Pound - La persona contro la crisi”. E’ questo il titolo di un incontro che si è svolto il 27 Gennaio 2012 a Roma presso la sede dell’associazione LabCom.
Tra gli intervenuti l’avv. Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana, che ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

Lei ritiene che Chesterton abbia qualcosa da dire a proposito dell’attuale crisi?
Sermarini: In effetti sì! Tanto più che Chesterton parte dalla dottrina sociale della Chiesa, precisamente da quella Rerum Novarum che ispirò lui, lo scrittore inglese Hilaire Belloc e padre Vincent McNabb ad elaborare il distributismo, quella teoria sociale e politica che vuole la famiglia al centro della società, protagonista dello sviluppo sociale ed economico della propria terra, proprietaria almeno della sua casa e di ciò che gli necessita per vivere liberamente, intraprendente in campo economico con piccole imprese, costruttrice di novità. Una teoria equidistante da capitalismo e socialismo...
In che senso?
Sermarini: Nel senso che lei può leggere con chiarezza nel brano che le cito, estratto da Il profilo della ragionevolezza, una delle opere fondamentali per chi vuole conoscere il pensiero distributista di Chesterton, pubblicata per la prima volta da Lindau pochi mesi fa: “Il capitalismo e l'affarismo, nei loro recenti sviluppi, hanno predicato l'espansione degli affari anziché la conservazione dei beni personali; nel migliore dei casi hanno tentato di travestire il borsaiolo attribuendogli alcune virtù del pirata. Quanto al comunismo, corregge il borsaiolo solo vietando le borse e le tasche”. Mi sembra abbastanza chiaro...
In altre parole?
Sermarini: Chesterton ed i suoi amici sostenevano che capitalismo e socialismo fossero due lati della stessa medaglia e che comprimessero la libertà e il corretto sviluppo di uomini e società. Essi pensavano invece che una società armoniosa può sussistere solo a patto di ripristinare l’ordine tradizionale, cioè quello che vede la famiglia proprietaria di casa e terra, in un certo senso economicamente autonoma sulle proprie gambe, esercente attività imprenditoriali in cui i protagonisti non siano “dipendenti” ma cooperatori della stessa vicenda sociale. In un certo senso è il tentativo di ristabilire oggi ciò che aveva costruito la civitas christiana ossia l’ordine sociale medioevale. Dice infatti Chesterton: “Man mano che ciascun gruppo o famiglia si riapproprierà dell'esperienza reale della proprietà privata, diventerà un centro di influenza, una missione”. Possiamo dire che Chesterton riprese le mosse dei grandi santi medioevali da San Benedetto da Norcia a San Tommaso d’Aquino. Circa l’autonomia degli uomini nel lavoro ecco cosa diceva: “La nostra società è così anormale che l’uomo normale non sogna mai di avere la normale occupazione di occuparsi della sua proprietà. Quando sceglie un mestiere, sceglie uno dei diecimila mestieri che comportano l’occuparsi della proprietà dell’altra gente”.
Ma oggi tutto ciò le sembra possibile?
Sermarini: l’esperienza più compiuta del distributismo attualmente esistente è la cooperativa Mondragon in Spagna, che basandosi su questi principi ha costruito un’impresa ricca di migliaia di collaboratori artigiani e tecnici nei più disparati e complessi campi. Più in piccolo posso dire che anche in Italia c’è chi sta organizzandosi: dalle mie parti, nelle Marche, abbiamo dato vita ad una scuola media e superiore totalmente libera che si regge su chi la fa, conta sulla collaborazione delle famiglie coinvolte e dei ragazzi stessi, oltre che ad un sistema di aiuto reciproco tra famiglie che spazia dall’educazione dei figli al lavoro ed anche al sostegno finanziario.
E Chesterton cosa ha a che fare con Ezra Pound?
Sermarini: I due scrittori sono contemporanei (Pound era di una decina d’anni più giovane di GKC), si conobbero e frequentarono, condivisero parte delle loro idee seppure partendo da presupposti differenti ed arrivando ad esiti altrettanto differenti: l’idea che il capitalismo come il socialismo fossero sistemi problematici e di per sé malsani, l’idea di lottare contro la grande usura, l’idea che la persona possa avere le possibilità di lottare per ciò in cui crede. Per Chesterton le sue idee sociali e politiche (che crearono ai suoi tempi un certo movimento culturale e sociale in cui furono coinvolti tantissimi giovani) erano figlie della Chiesa Cattolica e miravano ad edificare la Chiesa e la vera libertà dell’uomo nella società.

Don Chisciotte, antieroe spagnolo, pubblicato nuovamente in Spagna. Ne parlano gli spagnoli e citano pure GKC.

Qui un articolo spagnolo da Universia su don Chisciotte, e c'entra pure GKC.

Alejandro Ordoñez Maldonado, Procuratore Generale della Repubblica di Colombia, viene premiato e nel discorso cita GKC

Ecco cosa dice un brano brevissimo dell'articolo:

"Evocando una frase de Gilbert Keith Chesterton, Ordóñez Maldonado destacó que “quienes hablan contra la familia no saben lo que hacen, porque no saben lo que deshacen".

Qui il testo integrale dell'articolo.

Echi di distributismo - Privatizzare le terre “è unica strada per salvare l’agricoltura cinese”

Qui, da AsiaNews.

Ecco che cosa dice oggi la nostra amica Annalisa Teggi, traduttrice di Chesterton

"Uno non s'immagina la gioia di cominciare a lavorare a due nuove traduzioni di GKC; uno non s'immagina la gioia raddoppiata di trovarsi a tradurre come prima frase:'Io mi occupo di traduzioni popolari e sregolate; penso sia necessario prendersi questo tipo di libertà'. Chapeau, Gilbert!".


Esce in Francia la traduzione del San Tommaso d'Aquino di GKC, con prefazione di Philippe Maxence

http://www.la-croix.com/Culture-Loisirs/Culture/Livres/Hommage-a-l-humanite-du-Docteur-angelique-_NG_-2012-01-25-762058

domenica 29 gennaio 2012

Un aforisma al giorno

"L'oggetto della mia scuola è quello di mostrare quante cose straordinarie anche un uomo pigro e ordinario può vedere se si sprona alla semplice attività di vedere". 

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles

venerdì 27 gennaio 2012

Civiltà Cattolica tris recensisce il nostro GKC grazie al nostro Andrea Monda

G.K.Chesterton. L'enigma e la chiave – di Ubaldo Casotto, Edizioni Lindau, pp.157, euro 12,00
La superstizione del divorzio – G.K.Chesterton, SanPaolo, pp. 162, euro 14,00
I paradossi del signor Pond – G.K. Chesterton, pp.208, euro 18,00
All'inizio della biografia di San Tommaso scritta nel 1933, Gilbert Keith Chesterton, che dieci anni prima aveva dedicato una splendida agiografia a San Francesco d'Assisi, mette a confronto i due santi e osserva che se per il Poverello d'Assisi poteva essere sufficiente un bozzetto, per l'Aquinate non sarebbe bastata una vasta e dettagliata mappa geografica. Da questo punto di vista si può dire che Chesterton assomiglia più all'Aquinate: la sua personalità e la sua creatività sono così poliedriche, quasi si trattasse di un mostro tentacolare, che è praticamente impossibile farne un ritratto senza rischiare di finire come quei cartografi di cui parla Borges che su ordine dell'imperatore cinese realizzarono una mappa dell'Impero cinese grande quanto l'Impero stesso. 
E' impresa davvero ardua quella di ridurre “in scala” il genio multiforme di Gilbert Keith Chesterton, poeta, scrittore, pittore, umorista, giallista, apologeta, drammaturgo, saggista, giornalista...  e questa poliedricità è confermata dalle ultime tre opere pubblicate, le prime due “di” la terza “su” Chesterton: I paradossi del signor Pond fa riferimento alla dimensione narrativa, La superstizione del divorzio può essere ricondotta alla saggistica e alla polemica giornalistica, mentre il saggio di Ubaldo Casotto  G.K.Chesterton. L'enigma e la chiave è un tentativo di introdurre il lettore italiano nell'intero mondo chestertoniano.
Protagonisti de I paradossi del signor Pond, una raccolta di otto racconti mistery uscita postuma nel 1937, sono appunto Mr. Pond e i suoi paradossi. Il primo è “un ometto pacato”, che assomiglia tanto all'altro tranquillo e più famoso ometto creato dalla fantasia di Chesterton, Padre Brown. Come il celebre prete cattolico anche Mr. Pond si diletta a fare il detective, cioè ha a cuore la ricerca della verità, a cui arriva grazie alla perspicacia, cioè alla capacità di cogliere l'altro lato della vita, di rovesciare i punti di vista più comuni per intuirne la verità più profonda. Il suo è un approccio appunto paradossale che poi è proprio quello del suo autore che con l'arma (e il gusto) del paradosso ha combattuto appassionanti battaglie tese a scuotere la tranquilla società inglese a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Uno dei dibattiti più vivaci fu quello intorno alla questione del divorzio che lo scrittore affrontò soprattutto attraverso il suo lavoro quotidiano di giornalista che nel 1920 portò alla pubblicazione di un volume (La superstizione del divorzio, finalmente pubblicata in Italia grazie alla traduzione di Pietro Federico) che mostra il Chesterton più polemico e difensore della ragione contro la superficialità e la superstizione. 
E' davvero impossibile scrivere una presentazione esauriente del proteiforme genio londinese, però qualcuno c'ha provato: Ubaldo Casotto, giornalista torinese, ha scritto una introduzione-invito alla lettura di sole 150 paginette, intitolato G.K.Chesterton. L'enigma e la chiave (sempre delle edizioni Lindau che ormai hanno intrapreso la titanica impresa di pubblicare tutto Chesterton), che, per efficacia e freschezza, sarebbe piaciuta allo stesso scrittore inglese. Casotto riesce nella folle impresa perché non solo conosce Chesterton molto bene, ma lo ama; meglio: lo conosce proprio perché lo ama e quasi si identifica in lui, così come fa Padre Brown, che per individuare il colpevole dei delitti su cui indaga, si immedesima nella persona del reo fino a identificarlo, smascherarlo (e perdonarlo). Qui il reo è lo stesso Chesterton, oggetto delle indagini di Casotto che, lavorando “dal di dentro”, conducendoci nel mistero della sua scrittura attraverso una rete fitta e intelligente di citazioni delle principali saggi e romanzi dello scrittore, finisce per svelare tutti i segreti celati all'interno della sua vasta e articolata opera letteraria; da qui il titolo, molto chestertoniano, dato a questo libretto che si rivela quanto mai prezioso visto anche il fatto che in Italia manca ancora una vera e propria bibliografia critica dedicata allo scrittore inglese (che pure aveva suscitato a suo tempo molto interesse anche in critici del calibro di Emilio Cecchi). Casotto in altre parole possiede la chiave per entrare nell'enigma-Chesterton e questa chiave è costituita dal paradossale accostamento tra l'umiltà dell'amore che ha per il suo autore e una ragione spigliata e a tratti audace con cui intus-legge in mezzo alla sconfinata produzione chestertoniana. Un libretto dunque piccolo, umile e intelligente che illustra uno scrittore che ha fatto della ragione, dell'umiltà e della gratitudine (perchè “pensare è ringraziare” ricorda Heidegger) i pilastri della sua opera finalmente riscoperta anche in Italia.

Un invito dal Chesterton Institute - Saints & Sleuths in the News


YOU ARE CORDIALLY INVITED TO ATTEND

PART II OF THE 2012 SAINTS & SLEUTHS PROGRAMME

Please see details below

 

 

           Seton Hall's Saints and Sleuths bring 'Magic' to Theatre-in-the-Round
Setonian
And so begins the production of "Magic," a comedy by GK Chesterton about fairy tales that really do come true. "Magic" is one of four dramatic readings being presented in the Theatre-in-the-Round as part of the sixth annual Saints and Sleuths program.
See all stories on this topic »





giovedì 26 gennaio 2012

Un aforisma al giorno (ah! ah! ah!)

"A me piace pranzare in treno, come del resto in qualunque altro posto".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie

Un aforisma al giorno (bello e pieno di intelligenza e gratitudine)

"Il primo fatto intorno alla celebrazione di un compleanno è che è un modo ardito e fiammeggiante per affermare che è una buona cosa essere vivi".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie

mercoledì 25 gennaio 2012

Un aforisma al giorno

"Quando si vuole fare il catalogo di una biblioteca, o scoprire il sistema solare, o qualsiasi inezia di questo tipo, ci si serva pure degli specialisti. Ma quando si desidera fare qualcosa di estremamente serio, si raccolgano dodici tra gli uomini ordinari che stanno in giro. La stessa cosa fece, se ben ricordo, il Fondatore del Cristianesimo".

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles,  in La Nonna del Drago e altre serissime storie

Un aforisma al giorno



"Chi non rammenta i suoi peccati tende sempre a ripeterli".

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra

Ecco com'era fatto il G.K.'s Weekly... (questa copia è presso la Central Catholic Library di Dublino, a Merrion Square, se passate di là, entrate! Sono nostri amici!)


Uscì per più di dieci anni, anche un paio di anni dopo la morte di GKC.

E volete sapere di cosa parlava sempre GKC?

Di distributismo. Eppure qui da noi tutti pensano che fosse (solo) un bravo scrittore.

Rassegna stampa

1.UN INGLESE SCRIVE SU FACEBOOK CHE LO STATO NON DOVREBBE OBBLIGARE LA CHIESA A CELEBRARE I MATRIMONI GAY: ORA RISCHIA IL LICENZIAMENTO!
Aveva scritto nel suo profilo personale: ''le Sacre Scritture sono assolutamente chiare sul fatto che il matrimonio sia l'unione di un uomo e di una donna''
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: Corrispondenza Romana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2121

2.DICHIARAZIONE INQUIETANTE DEL VESCOVO DI RAGUSA: ''LO STATO RICONOSCA LE UNIONI GAY''
Ma per la legge del piano inclinato se si apre la porta al riconoscimento di queste unioni, il matrimonio omosessuale è la tappa successiva, per poi arrivare immancabilmente alle adozioni per le coppie gay
Autore: Massimo Introvigne - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2125 

3.ESAME DI COSCIENZA SUI VIZI CAPITALI
Schema tratto dalla penitenziale per i giovani in San Pietro alla presenza di Benedetto XVI
Fonte: Libreria Editrice Vaticana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2119 

4.LA DISGUSTOSA E BLASFEMA RAPPRESENTAZIONE DI ROMEO CASTELLUCCI: IL PAPA ZITTISCE IL CORRIERE DELLA SERA
Ricordiamo inoltre che l'arcivescovo di Parigi ha guidato una veglia di preghiera di riparazione a Notre Dame
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2126 

5.ROMEO CASTELLUCCI: ECCO COSA DICEVA NEL 2002
''Ciò che io e i miei colleghi abbiamo cercato di fare nel corso degli anni è di portare lo scandalo scenico al parossismo e di mantenerlo sempre vibrante''
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2127 

6.2012: 600° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI SANTA GIOVANNA D'ARCO, PATRONA DELLA FRANCIA
Venticinque anni dopo il tribunale che l'aveva condannata fu riconosciuto come illegittimo, il processo annullato e Giovanna fu riabilitata e riconosciuta innocente, il vescovo che la condannò fu scomunicato come eretico
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: CulturaCattolica
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2124 

7.IN SLOVACCHIA SI PENSA A UN PROGRAMMA DI STERILIZZAZIONE DI MASSA PER GLI ZINGARI
Tornano di moda i progetti attuati dal nazismo in Germania, in molti stati americani e del Canada a partire dagli anni '20 con leggi ad hoc o in Svezia, dove si è praticata la sterilizzazione fino agli anni '70
Autore: Danilo Quinto - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1914 

8.SECONDA EDIZIONE DELLA MARCIA PER LA VITA: APPUNTAMENTO A ROMA DOMENICA 13 MAGGIO
E il sabato precedente un interessante convegno scientifico-divulgativo
Autore: Cristina Siccardi - Fonte: Corrispondenza Romana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2098 

martedì 24 gennaio 2012

Un aforisma al giorno. Bella, questa allegria di trincea...!

L'abbiamo rivista in un blog amico, quello del giovane Giacomo Berchi, ve la riproponiamo perché, anche se Natale 2011 è passato, è sempre bene prepararsi per il prossimo...

"Il Natale, per noi, nel Cristianesimo é diventato una cosa, in un certo senso, semplicissima. Ma, come tutte le verità della tradizione cristiana, esso é, in un altro senso, una cosa assai complessa. La sua unica nota é che esso tocca simultaneamente molte note: umiltà, gaiezza, gratitudine, paura mistica, e anche attesa drammatica. E' non soltanto un'occasione per pacifisti come per i gaudenti; é non solo una conferenza pacifista indù o una festa invernale scandinava. C'è in esso anche una sfida; qualche cosa che fa suonare bruscamente le campane a mezzanotte come i cannoni di una battaglia appena vinta. Tutta questa indescrivibile atmosfera natalizia pende in aria come una fragranza non ancora svanita della esultante esplosione di duemila anni fa in quell'ora unica sui colli della Giudea. Ma é il sapore é nettamente riconoscibile; é qualche cosa di troppo sottile o di troppo solitario per esser reso da quel che intendiamo con la parola "pace".  La gioia della caverna era simile all'allegria di una fortezza o di una tana di briganti; intesa nel suo vero significato, non sarebbe impertinente dire che era l'allegria di una trincea. Non solo é vero che quella stanza sotterranea era un rifugio contro i nemici, e che i nemici già stavano scorrazzando sulla sua volta di pietra. Non solo é vero che gli zoccoli dei cavalli di Erode possono esser passati rintronando sulla testa abbandonata del Cristo. Ma in quella immagine c'è anche l'idea di un posto avanzato, di una feritoia nella roccia, di un'apertura sul territorio nemico".

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno

lunedì 23 gennaio 2012

Da PapalePapale - Il rosso e il Negri

Qui una simpatica ed interessante intervista a Luca Negri, giornalista filochestertoniano.

Chesterton è talmente attuale che ha una parola da dire anche sulla crisi - Venerdì 27 Gennaio 2012 ore 18.30 a Roma

Gianfranco Amato sullo spettacolo di Castellucci

Due segnalazioni dal blog del professor Enrico Reggiani

- Quel Natale del 1832, quando Newman era in 'esilio' a Malta (Enrico Reggiani, da ilsussidiario.net)
- Il poeta vittoriano Gerard Manley Hopkins e il Natale (Enrico Reggiani, da L'Osservatore Romano)

Le trovate qui, nel suo blog.

Questo articolo segnalato da Maria Grazia Gotti si merita il tag "Bella gioia!"

Lucy non doveva nascere, è diventata uno spettacolo

"È la storia di una nascita. Quindi una storia di Natale. «Questa bimba è un miracolo della natura», dice la mamma di Lucy. Lo penso anch'io, dopo averla vista camminare, gattonare, giocare, sorridere, salutare, imitare «la nonna di Titti» con smorfie da attrice consumata e mandare bacini soffiando sul palmo della mano. Sì, è davvero un caso unico al mondo, Lucy, che non doveva nemmeno nascere ed invece è nata il 7 luglio 2009, figlia di Anna Benedetti e Gianluca Anselmi, 39 e 42 anni, affetta dalle sindromi di Dandy-Walker e di Down, una rarissima combinazione su cui non esiste letteratura scientifica, a parte il caso di un bimbo israeliano che nel 1989 tentarono invano di salvare in Germania."

L'articolo-intervista, pubblicato su Il Giornale il 24 dicembre, si trova qui:http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/307/26-12-2011/18/page=171505-pdf_num=2466

L'autore è Stefano Lorenzetto, un giornalista dalla penna magica che riesce a tirar fuori l'unicità di tutte le persone che intervista. E di italiani, per i suoi "Tipi Italiani" ne ha intervistati davvero tanti, famosi (pochi) o sconosciuti (i più); così tanti da finire sul Guinnes dei primati.
....Forse però magica non è la penna, ma il suo sguardo, che si lascia stupire e incuriosire sempre dalla persona che gli sta davanti.

Maria Grazia Gotti

L'Occidentale - Perché ci meritiamo una nuova letteratura chestertoniana (segnalato da Maria Grazia Gotti)


Sull'Occidentale del 22 Gennaio 2012:
http://www.loccidentale.it/node/112969


Da Maria Grazia Gotti: Totus Tuus recensisce (ottimamente) "L'uomo che ride"


Maria Grazia Gotti ci segnala: il Ministro della cultura e Chesterton!


Su Avvenire del 15 gennaio è stato pubblicato parte di un intervento che il Prof. Ornaghi, nuovo ministro per i Beni e le Attività culturali, ha pronunciato lo scorso novembre a Milano a un seminario su "Religione in ambito pubblico, socolarismo o laicità", pubblicato sull'ultimo numero di Vita e Pensiero.

...Nella parte iniziale, una bella analisi di "La sfera e la croce"
L'articolo è qui http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&p=1&id=26344

Da Tempi - Chesterton: il grande naufragio come analogia

Segnalataci da più parti, vi presentiamo la traduzione (che sappiamo essere opera della nostra Annalisa Teggi, che ringraziamo) di un articolo scritto da Chesterton all'indomani della tragedia del Titanic.
E' un inedito assoluto e Tempi lo ha con un certo... tempismo (!) pubblicato dopo la tragedia dell'Isola del Giglio.
Si trova anche qui

Riproponiamo l'articolo pubblicato su un giornale inglese dallo scrittore britannico G. K. Chesterton dopo il naufragio del Titanic l'11 maggio 1912, seguendo il consiglio di Annalisa Teggi, traduttrice di Chesterton, insegnante e mamma: «A me è parso di estrema attualità per la capacità di Chesterton di cogliere il vero anche in mezzo allo scontato. Due i punti che sottolinea. Il primo: la nave che affonda paragonata alla crisi dello Stato è una metafora eterna e spontanea. Ed è vera non perché "il mondo sta affondando", ma perché essere al mondo significa "essere sempre in pericolo"». Il secondo: «C'è una positività dell'essere in pericolo: l'illusione della comodità, cioè che la vita sia migliore se vissuta come una crociera è il male peggiore che già si è insinuato nella mente di tutti; questo è tragico non tanto perché è falsa l'illusione che tutto sia una vacanza, ma perché ci ha fatto dimenticare l'evidenza che la sostanza della vita è che tutto (ogni nostra cosa) è davvero e sempre in pericolo. Il punto non è che la vita è bella e salva quando abbiamo tutte le rassicurazioni possibili per essere al riparo dalle tragedie, ma che è vera (è reale) solo quando tremiamo perché ci accorgiamo che è da salvare in ogni istante, in pericolo, e non è in mano nostra».

La tragedia di questo gigantesco naufragio è troppo tremenda per associarla a un'analogia di pura fantasia. Ma l'analogia spontanea nella nostra testa tra questa nave moderna dalle dimensioni enormi e le dimensioni non meno grandi della nostra società, anch'essa in aperta navigazione - questa analogia non è una fantasia. È un fatto; un fatto così clamoroso ed evidente da essere probabilmente trascurato con facilità dai nostri occhi. La nostra civiltà è davvero il Titanic;  per il potere e l'impotenza che mostra, per la solidità e la fragilità che mostra. Dal punto di vista tecnico, l'adeguatezza della precauzioni prese sono argomento di inchiesta tecnica. Ma dal punto di vista psicologico, non può esserci dubbio che le riflessioni e la rielaborazione di questo fatto ci portino a inoltrarci in uno scomparto della nostra mente che svela tutta la sua inefficienza piuttosto che la sua efficienza.


Lasciando proprio da parte le questioni riguardo a chi debba essere colpevolizzato, il fatto in sé chiaro e lampante rimane: ed è che non c'è alcun rapporto di sana proporzione tra la provvigione di lusso e divertimento e il tentativo di provvedere al bisogno e alla disperazione. Lo schema è fin troppo sbilanciato sulla prosperità e fin troppo poco sui bisogni - proprio come nello Stato moderno. Il signor Veneering, lo si deve ricordare, nel suo messaggio elettorale, "ha istituito un nuovo e impressionante paragone tra lo Stato e la nave"; il paragone, anche se non è proprio nuovo, rischia di diventare un po' troppo impressionante. Nel momento in cui si costruisce una nave che è grande come un impero, l'impero a sua volta diventa molto simile a quella nave - e assai simile alla nave che affonda.

C'è davvero una connessione tra questo tipo di catastrofi e certi scomparti della nostra mente che rifiutano di crederle possibili. Un qualsiasi uomo ignorante che va per mare su una piccola barca può fare qualsiasi altro tipo di errore: può fidarsi delle superstizioni, può bere troppo rum, può ubriacarsi e può affogare. Ma, prudente o spericolato che sia, ubriaco o sobrio, non si dimenticherà mai che è su una barca e che la barca è pericolosa come un'animale feroce o come un cavallo selvaggio. Le linee stesse della barca hanno il profilo sfuggente e poetico del pericolo; la struttura e i gesti che appartengono alla barca riflettono esattamente l'aspetto di un luogo sotto assalto. Ma se si costruisce una barca così grande da non sembrare più neanche una barca, bensì da sembrare un paese acqueo, per forza questo indurrà la mente a uno stato di vigilanza ridotto, perché la natura più profonda dell'essere umano è fatta così. Un nobiluomo che viaggia a bordo di una nave portandosi dietro tutto il suo parco macchine si sente quasi come se passeggiasse tra gli alberi del suo parco. Gente che passa il tempo tra i tavolini di un caffè sorseggiando whisky e ghiaccio è lontana anni luce dal prendere in considerazione lo sconvolgimento degli elementi naturali, così come sarebbe lontana anni luce dall'immaginarsi un terremoto se fosse al Grand Hotel.

Questo processo mentale non è esattamente logico, ma di fatto è inevitabile. Certo, sia i marinai che i passeggeri sono mentalmente coscienti che avere un parco macchine nella stiva è meno utile delle scialuppe di salvataggio e che il whisky con ghiaccio non è un antidoto contro gli iceberg. Ma l'uomo non è tanto governato da ciò che pensa, quanto da ciò che sceglie di pensare; e le visioni che giorno dopo giorno si sono radicate inabissandosi dentro di noi dipingono le pareti delle nostre menti di tinte che spaziano solo tra l'insolenza e il terrore. Questo male è tra i frutti peggiori prodotti dall'estrema disuguaglianza in ambito sociale, che è il tratto distintivo della nave moderna - e dello Stato.


Ma sia che i nostri sventurati fratelli a bordo del Titanic abbiano o meno sofferto più del necessario a causa di questa distorsione che ha allontanato la nostra vista dalla percezione originaria della realtà, ad essi è stato dato di sentire quell'istinto di creaturalità con un urgenza tale che noi, lasciati sani e salvi sulla terra, non abbiamo: e ora essi, da morti, sono divenuti molto più umanamente reali di noi. Hanno conosciuto ciò che i giornali e i politici non sapranno mai - ciò di cui un uomo è davvero fatto, di che materia è fatta la nostra natura quando è al suo meglio e al suo peggio.

domenica 22 gennaio 2012

Cosa aggiunse Belloc alla combriccola di antimperialisti proboeri quel giorno del 1900?

"...questo appetito rimano per la realtà e per la ragione in azione, e quando entrò dalla porta entrò con lui l'odore del pericolo".

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia

Ecco la targa commemorativa del Mont Blanc Restaurant a Gerrard Street

Il sito originario del Mont Blanc Restaurant a Soho, Londra, davanti al quale per la prima volta si incontrarono Chesterton e Belloc

Un invito alla lettura de La superstizione del divorzio

http://www.gliscritti.it/blog/entry/955

Maynard, convertitosi grazie a Chesterton prima di Chesterton.

Theodore Maynard (1890-1956). Maynard, un inglese i cui genitori erano missionari calvinisti in India con l'Esercito della Salvezza e la Plymouth Brethren. Nel 1905 andò negli Stati Uniti per studiare come ministro congregazionalista. Fu ricevuto nella Chiesa Cattolica nel 1913 all'età di ventitré anni nel Brompton Oratory di Londra. Stava scivolando nello scetticismo umanitario prima di leggere Ortodossia di GKC che lo portò nella Chiesa Cattolica prima di Chesterton stesso. Maynard migrò negli USA nel 1920 ed insegnò storia in diversi college cattolici. Fu collaboratore dell'Eye Witness.

Chesterton in altre parole - padre Ian Ker e l'attitudine visionaria di GKC

"(Chesterton) può dire di stare per impostare la lettera in una buca della posta rossa; ma alternativamente e più realmente può dire di stare per lanciarla 'nella bocca di un piccolo folletto rosso all'angolo della strada' ".

Ian Ker, G. K. Chesterton - A biography, Oxford University Press, 2011, nostra libera traduzione.

Un aforisma al giorno

"When we call a man 'manly' or a woman 'womanly' we touch the deepest philosophy".

Gilbert Keith Chesterton, da una lettera alla sua futura moglie Frances Blogg, 1899.

venerdì 20 gennaio 2012

Annalisa Teggi (che insegna, oltre che fare la traduttrice) ci dice una cosa molto bella e piena di speranza.

Caro Marco,

mercoledì scorso è cominciato un mio corso di letteratura qui a Imola. Quest'anno, schivando i programmi convenzionali, mi sono buttata su Chesterton e ti scrivo solo per documentare l'entusiasmo della gente a ricantare quella sigla di Rascel, a ritrovare Padre Brown, a commuoversi nel comprendere il senso per cui Innocent dice che la via più breve per tornare a casa è fare il giro del mondo.
C'erano anche ragazzi delle superiori, che non conoscevano Chesterton; una di loro mi ha detto che farà la tesina d'esame su GKC, perché "ho capito che in lui c'è tutto il vero senso del '900".
Bello, no?
Buona giornata

Annalisa Teggi

Grazie commosso, Annalisa.
Ci vuole questo oggi nel mondo, nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole.
Questa è l'attualità eterna di Chesterton, eterna perché dice cose non sue, eterne per l'appunto.
Grazie di cuore.
Ci dobbiamo lavorare, su queste cose!

Marco Sermarini

Mons. Luigi Negri sullo spettacolo blasfemo di Milano (bravo!)

"…Ormai l'ideologia dominante è quella anticristiana, quella che tende all'abolizione sistematica della presenza e dell'annunzio cristiano, sentito come una anomalia che mette in crisi questa omologazione universale operata dalla mentalità laicista, consumista, istintivista. Quindi da questo punto di vista il giudizio non può che essere inappellabilmente negativo: è un'espressione meschina di una volontà di eliminare la tradizione cristiana, in questo caso colpendo il contenuto fondamentale della fede. Colpendo l'immagine e la figura di Gesù Cristo nei confronti del quale nella scritta finale – credo che apparirà ancora malgrado tutte le modificazioni a cui in qualche modo sono stati costretti – apparirà il rifiuto di essere figli di Dio. E quindi si manifesta la volontà di sostituire alla figliolanza divina la proclamazione della propria autonomia e autosufficienza, che è stato il delirio della modernità.  … se la Chiesa non reagisce adeguatamente in modo certamente non rancoroso, non livido, assumendo in senso uguale e contrario l'atteggiamento demenziale di questi parauomini di cultura; se non reagisce la Chiesa, allora necessariamente possono intervenire in maniera protagonistica gente o gruppi che nella Chiesa non hanno a cuore soltanto la difesa della Chiesa ma hanno a cuore l'espressione legittima delle loro convinzioni.Allora poi non si dica che la protesta è dei tradizionalisti; la protesta è dei tradizionalisti perché la Chiesa come tale non prende una posizione, che a me sembrerebbe assolutamente necessaria".

giovedì 19 gennaio 2012

Andrea Monda recensisce La biblioteca di Bilbo - dall'Avvenire di oggi 19 Gennaio 2012

La biblioteca di Bilbo, di R.Arduini, C.Barella, S.Simonelli, Effatà, pp.142, euro 10,00
I grandi libri sono quelli aprono davanti al lettore interi mondi per lo più ancora inesplorati; come diceva Romano Guardini “il libro è un piccolo oggetto ricco di mondo”, e Italo Calvino aggiungeva che un classico è un libro che non ha ancora finito di dire quello che ha da dire. Il signore degli anelli di J.R.R.Tolkien è un grande libro e ormai un classico del '900. A conferma della fecondità del capolavoro è appena uscito da Effatà La biblioteca di Bilbo, un libretto che squaderna in lungo e in largo l'opera tolkieniana cercando di inseguire tutti i rivoli che debordano da quel fiume in piena che a partire dalla metà degli anni '50 ha irrorato la letteratura novecentesca quando sembrava essersi prosciugata nelle acque stagnanti del materialismo e dell'approccio meramente sociologico e psicologico. Il presupposto che ha mosso la piccola “compagnia” autrice del saggio, un trio di esperti seri di Tolkien (e ricordiamoci l'insegnamento di Chesterton per cui serio non è l'opposto di divertente) è che ogni libro nasca dentro una biblioteca che poi esso stesso contribuisce ad edificare: c'è quindi un prima e un dopo Tolkien, ci sono scrittori che hanno ispirato l'inventore degli Hobbit e autori che non avrebbero mai scritto se non avessero letto le avventure della Terra di Mezzo e in questo virtuoso intreccio di opere letterarie i lettori di Tolkien rischiano di perdersi se non vengono dotati di una mappa, ricca, semplice e accurata. E' questo il dono  prezioso dei tre autori di questo saggio che si sviluppa sotto forma di viaggio all'interno della letteratura dell'infanzia e fantastica a 360 gradi denotando innanzitutto una profonda conoscenza dell'opera tolkieniana di cui viene offerta un'ulteriore e precisa lettura. Ce n'era bisogno, visto che specie in Italia ancora dilettantismi e “appropriazioni indebite” affollano la discussione su Tolkien perché, se molto si è realizzato negli ultimi anni a livello di studi, pochissimo è stato fatto per fissare nel pubblico l’idea che il suo fantasy è unico e particolare e punta al diretto coinvolgimento del lettore all’interno di quel mondo fantastico affinché migliori la propria consapevolezza umana; per dirla con Pennac: la virtù paradossale della lettura è «quella di astrarci dal mondo per trovargli un senso».
Si dice spesso che Tolkien è il padre del fantasy moderno; gli autori di questo saggio prendono sul serio questa affermazione e la dipanano davanti agli occhi del lettore, correggendone le rischiose derive (quanti sono i cloni o gli epigoni, più o meno pallidi, del professore di Oxford?) e offrendo al giovane lettore, ma anche ai professori e agli educatori dei giovani lettori, in modo sanamente divulgativo, una serie curiosa e stimolante di percorsi letterari che possano sviluppare la capacità di leggere e confrontarsi con altri testi letterari di alto spessore, da J.M.Barrie a Buzzati, da Eliot a Ende, da Kenneth Grahame a William Morris (solo per citare qualche nome).

Da È Vita - Inserto di Avvenire di oggi

Repubblicani Usa, è caccia al voto "pro-life"

In un anno 44 milioni di aborti

L'Inghilterra valuta il suicidio assistito, l'Italia fa muro

EllaOne, notizie ingannevoli. "Denuncia all'Antitrust"

ed altro ancora.

Chesterton Review italiana durante La Compagnia del Libro

Ieri sera la trasmissione di TV2000 condotta dal nostro amico Saverio Simonelli La Compagnia del Libro ha parlato anche della Chesterton Review in edizione italiana.

mercoledì 18 gennaio 2012

A TV2000 in questo momento c'è Padre Brown...

... esattamente l'episodio "La forma sbagliata", interpretato da Renato Rascel (padre Brown), Arnoldo Foà (Flambeau), diretto da Vittorio Cottafavi.

Bello, sempre bello!

Un aforisma al giorno

«La parola "cassetta delle lettere" non è poetica. Ma la cosa in sé non è priva di poesia: è il posto a cui amici e innamorati affidano i loro messaggi, consapevoli che da quel momento in poi diventano sacri e intoccabili, non solo dagli altri ma anche (tocco religioso!) da loro stessi. Quella torretta rossa è uno degli ultimi templi. Imbucare una lettera e sposarsi sono tra le poche cose ancora assolutamente romantiche, perché per essere romantica una cosa deve essere irrevocabile».

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

J'ACCUSE/ Bhatti (Pakistan): la Corte suprema si prepara a far fuori i cristiani

Qui l'intervista a Paul Bhatti, fratello di Shahbaz Bhatti, ministro pakistano ucciso perché cattolico.

Renzo Puccett sull'obiezione di coscienza davanti all'aborto

MENTALITA' PERVERSA: ABORTIRE E' UNA QUESTIONE DI LIBERA SCELTA... QUINDI SE SEI CONTRO L'ABORTO NON MERITI NEMMENO DI ESSERE ASSUNTO COME MEDICO!
Lo sanno tutti infatti che compito principale del medico è la soppressione del bambino nel grembo delle madri
Autore: Renzo Puccetti - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2027

Antonio Socci: "UNIONE EUROPEA = UNIONE SOVIETICA"


L'Europa ha rifiutato le radici cristiane e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del ''politicamente corretto'', dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare
di Antonio Socci
Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell'Unione europea è precipitata. Secondo l'ultimo rilevamento dell'Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).
Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.
Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d'animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.

UN ESPERIMENTO FOLLE
Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l'inizio dell'euro (un impoverimento di massa).
La loro fiducia è crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata "moneta unica" – che tanto ci era costata – realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti.
Grazie a questo incredibile esperimento, l'Italia – un Paese solvibilissimo e che ha la sesta economia del pianeta – sta ora rischiando il fallimento (del tutto ingiustificato visti i suoi fondamentali).
Quello che gli italiani ignorano è che tale disastro era stato previsto. E pure che la china antidemocratica che l'Ue sta imboccando da venti anni a questa parte era evidente ed era stata denunciata.
L'affievolimento della democrazia e dei diritti individuali, la dittatura del "politically correct", è qualcosa a cui purtroppo facciamo meno caso – come si vede in queste settimane in Italia – ma è perfino più grave del fallimento politico ed economico della Ue.

UNA VOCE PROFETICA
Una delle voci nel deserto che videro in anticipo è quella di un eroico dissidente russo, Vladimir Bukovsky, uno così temerario e indomabile che già a venti anni era inviso al regime comunista sovietico il quale lo rinchiuse nei manicomi politici e nel gulag, torturandolo (infine – pur di disfarsene – lo cacciò via nel 1976 in cambio della liberazione in Cile del leader comunista Luis Corvalan).
Ebbene, Bukovsky, in una conferenza nell'ottobre del 2000, riportata di recente su "Italia oggi", se n'era uscito con affermazioni che sembrarono allora esagerate, che forse lo sono, ma che – alla luce degli ultimi eventi – rischiano di essere semplicemente profetiche.
Non mi riferisco solo a eventi come il commissariamento dell'Italia e della Grecia e il tentato commissariamento (in corso) dell'Ungheria, ma anche alle cessioni di sovranità dei diversi stati mai sottoposte ai referendum popolari o alle "bocciature" di tali cessioni (nei referendum o nei parlamenti) che sono state sostanzialmente ignorate.
"Per quasi 50 anni" disse Bukovsky "abbiamo vissuto un grande pericolo sotto dell'Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell'Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi. Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito".
Si riferiva all'Unione europea. Argomentava: "Chi governava l'Urss? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro. Chi governa l'Ue? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro".
Bisogna riconoscere che oggi abbiamo addirittura governi non eletti (come quello italiano) con un programma dettato dalla Bce.
Diceva ancora Bukovsky: "Come fu creata l'Urss? Soprattutto con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Come si sta creando l'Ue? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Per la politica ufficiale dell'Urss le nazioni non esistevano, esistevano solo i 'cittadini sovietici'. L'Ue non vuole le nazioni, vuole solo i cosiddetti 'europei'. In teoria, ogni repubblica dell'Urss aveva il diritto di secessione. In pratica, non esisteva alcuna procedura che consentisse di uscirne. Nessuno ha mai detto che non si può uscire dall'Europa. Ma se qualcuno dovesse cercare di uscirne, troverà che non è prevista nessuna procedura".
Bukovsky arrivava fino a giudizi pesantissimi, sicuramente esagerati, ma chi ha subito ciò che lui ha subito in difesa della libertà di coscienza ha tutto il diritto di essere ipersensibile a ogni violazione della libertà di pensiero e dei diritti individuali: "L'Urss aveva i gulag. L'Ue" aggiungeva Bukovsky "non ha dei gulag che si vedono, non c'è una persecuzione tangibile. Ma nonostante l'ideologia della sinistra di oggi sia 'soft', l'effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come degli intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti".
Un'esagerazione certamente, ma è la sua stessa vicenda personale a far riflettere sulla libertà del pensiero e della cultura in Europa occidentale.

DITTATURA POLITICALLY CORRECT
Quanti in Italia conoscono Vladimir Bukovsky, il leggendario dissidente, l'eroico difensore della libertà di coscienza?
Eravamo pochissimi isolati che nei primi anni Settanta ne seguivamo le peripezie (nei manicomi politici e nei lager): i miei coetanei – specie quelli che oggi pontificano dai giornali come giornalisti, opinionisti e intellettuali – avevano come loro mito i vari Mao, Fidel Castro e perfino Stalin.
Oggi molti di loro – dopo essersi autoassolti – impartiscono lezioni di liberaldemocrazia dai mass media, ma senza mai aver fatto un vero "mea culpa", infatti continuano a cantare in coro. E continuano ad avere in gran dispetto le voci libere come Bukovsky.
Il motivo semplice. Perché mette sotto accusa le élite culturali europee (e anche quelle politiche). Perché è un uomo che – dopo aver sfidato il Kgb e la cappa di piombo del regime sovietico – ha sfidato la cappa di piombo del conformismo "politically correct" occidentale.
E' uno che nei suoi libri scrive: "Il comunismo è una malattia della cultura e dell'intelletto… Le élite occidentali penso non capissero l'universalità di quel male, la sua natura internazionale e quindi il carattere universale della sua pericolosità".
La sua ha continuato ad essere una voce scomoda e isolata perché – dopo il crollo delle feroci nomenclature comuniste – non ha chiesto vendetta, ma ha pure rifiutato che si autoassolvessero e restassero al potere.
Ha scritto in un suo libro: "Noi siamo pronti a perdonare i colpevoli, ma loro non devono assolversi da sé".
E' chiaro perché uno così, in un paese come l'Italia, è sconosciuto e continua ad essere una voce silenziata. Infatti quante volte è stato fatto parlare in tv o sui giornali italiani?
Parla in Gran Bretagna, in America… Ma in Italia è una voce silenziata. Quali case editrici hanno pubblicato i suoi libri? Prendiamo il volume che ha scritto, dopo il crollo dell'Urss, quando poté tornare a Mosca e pubblicare i documenti degli archivi del Cremlino: chi ha tradotto quel libro in Italia? La piccolissima editrice Spirali.
Infatti "Gli archivi segreti di Mosca" è pressoché sconosciuto e ben pochi ne han parlato sui giornali. Eppure riguardava anche noi italiani.

ALLARME
Voci profetiche come quella di Bukovsky devono far riflettere soprattutto in un Paese come il nostro dove ha sempre scarseggiato la sensibilità per i diritti dell'individuo e ha sempre abbondato il conformismo culturale, la prevaricazione delle nomenklature e quella dello stato.
L'allarme del dissidente russo sull'Europa ci riguarda e ci deve far riflettere. Oggi più che mai. Ma ancora una volta sono poche le voci sensibili all'allarme sulla libertà.
 
Fonte: Libero, 15/01/2012

In Polonia si interrogano sui danni dei media citando Chesterton

In questa pagina del quotidiano polacco Niezalezna (letteralmente L'Indipendente) si parte da questa citazione di Chesterton per interrogarsi sul ruolo dei giornali in Polonia (ma non solo):

Czy jest na świecie jakakolwiek instytucja, która wyrządza więcej szkód niż prasa?”,

ossia:

"C'è qualche istituzione al mondo che provoca più danni dei giornali?".

Chesterton come sempre ci vedeva lungo.

L'articolo di si intitola Konsekwencja Chestertona, ossia Conseguenza di Chesterton, ed è di Dawid Wildstein.

domenica 15 gennaio 2012

Chesterton in altre parole - Ecco cosa disse una volta Mons. Ronald Knox al Nostro...

"Hai il vezzo degli Immortali - non dati mai le lettere".

(mons. Ronald Knox a G. K. Chesterton, 29 luglio 1928)

In Spagna si sono accorti del fatto che GKC e Borges sono morti entrambi il 14 Giugno

http://www.revistasculturales.com/noticias/775/nueva-revista-conmemora-los-aniversarios-de-chesterton-y-borges.html

Sulla nota vicenda della rappresentazione teatrale blasfema di Milano - bravo, don Gabriele. Bello forte, visti i sapori e gli odori già in circolo...

Pane al pane e – propriamente – sterco allo sterco!

di don Gabriele Mangiarotti, tratto dal sito degli amici di Cultura Cattolica, 8.01.2012



Scenario n. 1: Maometto imbrattato di sterco. Indescrivibile reazione. Poveretti coloro che hanno pensato ed eseguito tale ignobile gesto. Vedranno l'erba «dalle radici»! Scenario n. 2: Napolitano imbrattato allo stesso modo. Disgusto per l'offesa (in termini esatti «vilipendio») alla più alta carica dello Stato. Galera assicurata. Scenario n. 3: stesso trattamento all'immagine di Gesù. Applausi per l'altissima e benemerita opera d'arte postmoderna. Disprezzo per gli oscurantisti / integralisti / fanatici fondamentalisti che non capiscono la libertà di espressione. Per essi accusa, multa, prigione. Ed esclusione da ogni possibile beneficio. State tranquilli. Il primo e il secondo caso non si verificheranno mai, perché, da un lato, i paladini della libertà di espressione (i soliti, quelli finocchi col c…o degli altri) non permetterebbero questo delitto. Lo chiamano rispetto, mascherando viltà e paura (si sa, gli islamici non scherzano facilmente). Dall'altro – dopo gli onori al Re Giorgio, incoronato uomo dell'anno da Wired e Famiglia Cristiana – mica si può essere così incivili da non sapere riconoscere i campioni della libertà. Suvvia, Budapest ed Eluana sono solo inezie di cui un uomo serio non può tenere seriamente conto. Purtroppo quello che abbiamo di fronte è lo scenario n. 3. E qui non conta che la legge punisca il vilipendio di immagini religiose (si sa, poi, che non è vero sterco, forse è crema al cioccolato, non sottilizziamo). Non conta che quando si parla di dialogo, bisogna avere stima dell'interlocutore (che, se non capisce l'arte, non è colpa nostra. E poi, se è così suscettibile, beh, si faccia curare). E se poi osa reagire con fermezza, allora non fa che dare ragione a chi afferma che la religione, ma soprattutto la Chiesa (ovviamente Kattolica), sono solo covi di intolleranza. E se si realizzasse un altro scenario? Se gli uomini liberi, di buon senso, amanti del vero e del bello e della libertà di espressione trovassero il coraggio – dicendo pane al pane e vino al vino – di fare finire quello "spettacolo" nel luogo deputato allo sterco, e cioè la fogna? Di sicuro si respirerebbe un'aria migliore. E forse i nostri giovani troverebbero che aveva ragione Andersen, nella famosa favola I vestiti nuovi dell'imperatore, a dire che i bambini ci libereranno dall'ovvio dei popoli, dicendo pane al pane e – propriamente – sterco allo sterco!

sabato 14 gennaio 2012

Leggete questo pezzo di Gnocchi e Palmaro apparso su Libero. Non è bella, la situazione.

Potrebbe anche darsi che, con l'arrivo del cardinale Angelo Scola a Milano, l'aria cominci a cambiare. Ma bisognerà avere molta pazienza prima che "Quel cielo di Lombardia, così bello quando è bello, così splendido, così in pace" torni limpido e terso come lo vedeva Alessandro Manzoni nei Promessi sposi. Nella regione ecclesiastica lombarda, che da sempre funziona a trazione milanese, la situazione non pare certo propizia al ritorno della giusta dose di cattolica romanità. Quanto meno fino a quando sul soglio di Pietro sieda un Vicario di Cristo non gradito agli orfani del martinismo.

La spia della gravità, come accade sotto il pontificato di Benedetto XVI, si accende sul rosso quando si affronta la questione liturgica e quella pietra d'inciampo che è il Motu Proprio Summorum Pontificum con cui il Santo Padre ha liberalizzato la cosiddetta Messa in latino. Un ritorno alla tradizione che in casa progressista non va proprio giù. E non è che se ne parli e se ne sparli solo nelle sacrestie, nei bar degli oratori o in qualche consiglio pastorale un po' disinvolto. Se ne parla e se ne sparla in sede ufficiale, come risulta dal Verbale della "Consulta Liturgica Regionale Lombarda" del 23 marzo 2011, regnante il cardinale Dionigi Tettamanzi. Sotto la supervisione del vescovo delegato per la liturgia, ogni rappresentante diocesano illustra la situazione di competenza e chiude con le considerazioni sul famigeratoSummorum Pontifricum. Essendo anche questa consulta a trazione ambrosiana, dà fuoco alle polveri il responsabile milanese, che è anche il presidente dell'assemblea. Il verbalista riassume così: "(…) Un breve accenno al caso della Summorum Pontificum: rigurgiti di tradizionalismo liturgico si manifestano in diocesi senza destare troppe preoccupazioni".

Se un provvedimento che il Vicario di Cristo ha voluto per il bene di tutta la Chiesa viene considerato fonte di "rigurgiti di tradizionalismo cattolico" dal presidente dell'assemblea, gli altri membri non possono essere da meno, come documenta il verbalista con impietosa concisione quando trascrive ciò che viene riferito diocesi per diocesi: "Pavia: Per quanto riguarda la Summorum Pontificum  (SP) in diocesi la cosa è sotto controllo".

"Vigevano: Nessun caso di SP".

"Cremona: La richiesta per la SP è stata fatta solo da una parrocchia e il tutto è sotto controllo".

"Crema: Nessun problema riguardo la SP".

"Bergamo: SP seguito da circa 80 persone in una chiesa messa a disposizione dal vescovo, la cosa è sotto controllo".

Proprio così, come per un'epidemia di cui non si conoscono bene le cause, ma si temono tremendamente gli effetti, si contano i casi e si redige una statistica sperando che il contagio non si diffonda. Un caso di "SP" nella diocesi tale, qualche caso nella diocesi talaltra, ma per ora è "Tutto sotto controllo", l'infezione cattolica innescata dal Papa viene arginata. Certo, c'è da immaginare la soddisfazione con cui il delegato di Vigevano può annunciare "nessun caso di SP" a fronte del povero collega di Bergamo che è costretto a denunciarne 80, tra l'altro giocando al ribasso perché i casi bergamaschi sono molti di più hanno già prodotto tre vocazioni legate alla Messa in rito antico, naturalmente allontanate dalla diocesi.

In casi come questo, solitamente si dice che la situazione è drammatica ma non seria. Ma qui si sta parlando della Chiesa e c'è poco da ridere e pare che troppi cattolici non si rendano conto della gravità. Eppure basta un esempio laicissimo. Basta pensare che fine farebbero quei dirigenti della Fiat che ufficialmente denunciassero il casi di "marchionnite" in azienda e organizzassero una plateale azione di disobbedienza: probabilmente, non troverebbero posto neanche alla catena di montaggio.

D'altra parte non c'è da stupirsi di quanto avviene a Milano, perché nel resto dell'orbe cattolico avviene più o meno la stessa cosa. Per rimanere all'Italia, basta pensare che, sempre in materia liturgica, la stessa Conferenza episcopale italiana ha messo ai voti la volontà del Santo Padre.

Nel 2006, Benedetto XVI aveva chiesto una modifica nella traduzione in volgare della formula di consacrazione del vino. Nella versione latina la formula recita: "Hic est enim calix sanguinis mei (…) qui pro vobis et pro multis effundetur", ma il "pro multis", nelle traduzioni postconciliari, è stato generalmente tradotto con "per tutti" a dispetto dell'originale derivato da testi evangelici. Ne è seguito un dibattito teologico a cui Roma ha inteso mettere fine con la richiesta di modificare le traduzioni passando da "per tutti" al corretto "Per molti".

Gli episcopati di Ungheria e di vari Paesi dell'America latina hanno obbedito. Quello italiano, riunito ad Assisi nel 2010 ha preferito votare. Con il seguente risultato: 187 votanti, 1 scheda bianca, 171 voti a favore del mantenimento del "per tutti"", 4 per l'introduzione di "per la moltitudine", 11 a favore del "per molti" chiesto da Roma.

Forse non è solo il "cielo di Lombardia" che deve tornare più terso, più azzurro, più cattolico.


venerdì 13 gennaio 2012

Visto che se ne (ri)parla, ecco delle informazioni sulla Chesterton Review edizione italiana



GKCItalianCOVER.jpg

La Chesterton Review è la rivista del G. K. Chesterton Institute for Faith & Culture presso la Seton Hall University negli Stati Uniti d'America.
E' stata fondata da padre Ian Boyd, C.S.B.                                                                                                                  La Chesterton Review, Edizione Italiana è diretta da Gloria Garafulich - Grabois e padre Antonio Spadaro, S. J. E' pubblicata dal G. K. Chesterton Institute for Faith & Culture presso la Seton Hall University degli Stati Uniti d'America in collaborazione con La Civiltà Cattolica e la Società Chestertoniana Italiana. L'edizione italiana è distribuita in Italia dalle Edizioni Lindau.
Per ordinarne una copia potete contattare:www.lindau.it o visitare http://www.lindau.it/schedaLibro.asp?idLibro=1293   Per informazioni editoriali contattare: chestertoninstitute@shu.edu

Per i nostri soci la Review è disponibile richiedendola al nostro indirizzo di posta elettronica.

giovedì 12 gennaio 2012

Ancora disastri in Nigeria per i cristiani

http://www.labussolaquotidiana.it/mobile/articoli-boko-haram-torna-ancora-allattacco-4145.htm

Prossimamente Stevenson e Il pozzo e le pozzanghere

Un uccellino ci ha detto che Rubbettino sta per pubblicare R. L. Stevenson di G K Chesterton (uno degli autori che per espressa dichiarazione di GKC gli salvarono la vita) e che Lindau non è lontana dal dare alle stampe Il pozzo e le pozzanghere, sempre del Nostro.

Bello!

mercoledì 11 gennaio 2012

La cosa più incredibile dei miracoli è che avvengono, diceva un signore alto e piuttosto in carne un centinaio d'anni fa...

... ma pare che la frase sia ancora attuale.

«Prete paralizzato cammina nuovamente dopo "miracolo"»

Leggete qui (in inglese...), dal Catholic Herald.

Rassegna stampa

GALILEO NON SUBI' NESSUNA TORTURA: EPPURE NE SONO CONVINTI IL 97% DEGLI STUDENTI DI SCIENZE!!!
Vi presentiamo il video con il servizio televisivo del Tg2 che svela le menzogne insegnate nei libri scolastici
Autore: Fabio Sansonna - Fonte: Journal of Medicine and the Person
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2108 

IL BRUTTO AFFARE DELL'ABOLIZIONE DEL PRESEPE A RIETI: ECCO I RETROSCENA TRA DIETROFRONT E MEZZE VERITA'
La Curia dichiara ''Non è vero che è stato eliminato il presepe'', ma mentono (tentando di fare i furbetti)
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2109 

RICK SANTORUM: IL CANDIDATO CATTOLICO DEL PARTITO REPUBBLICANO CHE PARLA DELLA VERITA' ANCHE QUANDO E' IMPOPOLARE
Autore della legge che mise al bando l'aborto a nascita parziale, contrario al matrimonio gay, padre di 7 bambini, ha sorpreso tutti ed ha concrete possibilità di essere lo sfidante di Obama
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: Tempi
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2117 

DICIASSETTENNE, MALATA DI TUMORE, RIFIUTA LE CURE PER PORTARE A TERMINE LA GRAVIDANZA
Se aspetti un figlio, è normale che vuoi dargli tutta te stessa, vita compresa e infatti, come santa Gianna Beretta Molla, Jenni ha detto: ''Ho fatto quello che dovevo fare''
Autore: Mario Palmaro - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2112 

PREMIO 2011 A DUE VESCOVI CINESI: DI LORO NESSUNO PARLA E IL GOVERNO CINESE (MENTENDO) DICE CHE NON SA DOVE SIANO
Ultraottantenni con 40 e 51 anni passati in carcere: si teme che vengano uccisi sotto tortura, come è avvenuto per altri vescovi
Autore: Bernardo Cervellera - Fonte: AsiaNews
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2110 

I DOVERI DEL PROPRIO STATO VENGONO PRIMA DI TUTTE LE SODDISFAZIONI (EGOISTICHE) TRAVESTITE DA ALTRUISMO O SPIRITUALITA'
Ad esempio una madre non può aprire la sua casa ai barboni, un padre non può trascorrere tutte le sue sere tra ritiri, incontri ed eventi religiosi che gratificano, risultando una sorta di lussuria spirituale
Autore: Costanza Miriano - Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2111 

8.SQUADRE DI ISPETTORI A CORTINA D'AMPEZZO: MA I PARADISI FISCALI NON CI SAREBBERO SE NON CI FOSSERO GLI INFERNI FISCALI (COME L'ITALIA)
Ecco perché bisognerebbe fare l'esatto contrario di quello che sta facendo il governo Monti-Napolitano
Autore: Robi Ronza - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2113 

IL GOVERNO UNGHERESE (ELETTO A GRANDE MAGGIORANZA) TOGLIE AUTONOMIA ALLA BANCA CENTRALE SFIDANDO BCE E FMI
Disturba ai poteri forti europei che nella Costituzione si faccia riferimento a Dio e alle radici cristiane e che l'embrione venga considerato un essere umano sin dall'inizio... (e a noi in Italia ci tocca Napolitano presidente)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2114 

ABOLIZIONE DELL'8 PER MILLE ALLA CHIESA? SIA MO D'ACCORDO... A PATTO PERO' CHE SI RENDA ALLA CHIESA CIO' CHE LE E' STATO RUBATO DALLO STATO IN 150 ANNI!
L'8 per mille non è un generoso regalo, ma l'indennizzo dello Stato per ciò che ha rubato con l'Unità d'Italia (ecco inoltre perché non ha senso darlo alle religioni diverse dalla cattolica)
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: Corrispondenza Romana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2115 

Ancora sul lancio della Chesterton Review in versione italiana nelle librerie. Stavolta se ne occupa Il Sole 24 Ore

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-01-10/chesterton-review-sbarca-italia-180740.shtml?uuid=Aa6hrZcE

martedì 10 gennaio 2012

Un aforisma al giorno

«I saggi hanno cento mappe che disegnano universi fitti come alberi, scuotono la ragione con mille setacci che accantonano la sabbia e lasciano filtrare l’oro; per me tutto ciò vale meno della polvere perché il mio nome è Lazzaro e sono vivo».


Gilbert Keith Chesterton nel giorno della sua conversione

Un aforisma al giorno

«Un editore moderno non deve essere dotato di un orecchio proteso accompagnato a una lingua sincera. Può benissimo essere sordo e muto, e ciò viene definito “dignità”. Oppure può essere sordo e petulante, e ciò viene definito “giornalismo tagliente”. In nessuno dei due casi si attua una controversia, perché tutto l’impegno dei militanti dei partiti moderni è quello di andare alla carica quando non sono a portata d’orecchio».

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Il discorso di Papa Benedetto XVI al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 9 Gennaio 2012 (bello)

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I neretti e i sottolineati sono nostri. Viva il Papa.

Eccellenze,
Signore e Signori! 

È per me sempre un'occasione particolarmente gradita potervi accogliere, distinti Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, nella splendida cornice di questa Sala Regia, per formularvi personalmente fervidi auguri per l'anno che inizia. Ringrazio anzitutto il vostro Decano, l'Ambasciatore Alejandro Valladares Lanza, come pure l'Ambasciatore Jean-Claude Michel, per le deferenti parole con cui si sono fatti interpreti dei vostri sentimenti, e saluto in modo speciale quanti partecipano per la prima volta a questo nostro incontro. Attraverso di voi, il mio augurio si estende a tutte le Nazioni che rappresentate, con le quali la Santa Sede mantiene relazioni diplomatiche. E' una gioia per noi che la Malesia si sia aggiunta a questa comunità nel corso dell'anno appena concluso. Il dialogo che voi intrattenete con la Santa Sede agevola la condivisione di impressioni e di informazioni, come pure la collaborazione in ambiti di carattere bilaterale o multilaterale che sono di particolare interesse. La vostra presenza odierna ricorda l'importante contributo della Chiesa alle vostre società, in settori quali l'educazione, la sanità e l'assistenza. Segni della cooperazione tra la Chiesa Cattolica e gli stati sono gli Accordi stipulati nel 2011 con l'Azerbaigian, il Montenegro e il Mozambico. Il primo è già stato ratificato; auspico che rapidamente accada lo stesso per gli altri due e che si giunga alla conclusione di quelli che sono in via di negoziazione. Ugualmente, la Santa Sede desidera tessere un dialogo fruttuoso con le Organizzazioni internazionali e regionali e, in questa prospettiva, rilevo con soddisfazione che i Paesi membri dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (A.S.E.A.N.) hanno accolto la nomina di un Nunzio Apostolico accreditato presso questa Organizzazione. Non posso omettere di menzionare che, nello scorso mese di dicembre, la Santa Sede ha rafforzato la sua lunga collaborazione con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, diventandone membro a pieno titolo. Si tratta di un attestato dell'impegno della Santa Sede e della Chiesa Cattolica al fianco della Comunità internazionale, nella ricerca di soluzioni adeguate a questo fenomeno che presenta molteplici aspetti, dalla protezione della dignità delle persone alla cura del bene comune delle comunità che le ricevono e di quelle da cui provengono.

Nel corso dell'anno appena terminato ho incontrato personalmente numerosi Capi di Stato e di Governo, come pure Autorevoli rappresentanti delle vostre Nazioni che hanno partecipato alla cerimonia di Beatificazione del mio amato Predecessore, il Papa Giovanni Paolo II. Rappresentanti dei vostri Paesi si sono poi resi gentilmente presenti in occasione del 60° anniversario della mia Ordinazione sacerdotale. A tutti loro, come pure a quanti ho incontrato nei miei viaggi apostolici in Croazia, a San Marino, in Spagna, in Germania ed in Benin, rinnovo la mia gratitudine per la delicatezza che mi hanno manifestato. Inoltre, indirizzo un particolare pensiero ai Paesi dell'America Latina e dei Caraibi che, nel 2011, hanno festeggiato il bicentenario della loro indipendenza. Il 12 dicembre scorso, essi hanno voluto sottolineare il loro legame con la Chiesa Cattolica e con il successore del Principe degli Apostoli partecipando, con alti esponenti della comunità ecclesiale e autorità istituzionali, alla solenne celebrazione nella Basilica di San Pietro, nella quale ho annunciato l'intenzione di recarmi prossimamente in Messico e a Cuba. Desidero, infine, salutare il Sud Sudan che, nel luglio scorso, si è costituito quale Stato sovrano. Mi rallegro che questo passo sia stato compiuto pacificamente. Purtroppo, tensioni e scontri si sono succeduti in questi ultimi mesi ed auspico che tutti uniscano i loro sforzi affinché, per le popolazioni del Sudan e del Sud Sudan, si apra infine un periodo di pace, di libertà e di sviluppo.

Signore e Signori Ambasciatori!

L'incontro odierno avviene tradizionalmente alla fine delle festività natalizie, in cui la Chiesa celebra la venuta del Salvatore. Egli viene nel buio della notte, eppure la sua presenza è immediatamente fonte di luce e di gioia (cfr Lc 2,9-10). Davvero il mondo è buio, laddove non è rischiarato dalla luce divina! Davvero il mondo è oscuro, laddove l'uomo non riconosce più il proprio legame con il Creatore e, così, mette a rischio anche i suoi rapporti con le altre creature e con lo stesso creato. Il momento attuale è segnato purtroppo da un profondo malessere e le diverse crisi: economiche, politiche e sociali, ne sono una drammatica espressione.

A tale proposito, non posso non menzionare, anzitutto, gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale. Questa non ha colpito soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, dove ha avuto origine, creando una situazione in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo. Non dobbiamo scoraggiarci ma riprogettare risolutamente il nostro cammino, con nuove forme di impegno. La crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull'esistenza umana e sull'importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell'intera comunità.

Desidero poi ricordare che gli effetti dell'attuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i giovani. Dal loro malessere sono nati i fermenti che, nei mesi scorsi, hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni. Mi riferisco anzitutto al Nord Africa e al Medio Oriente, dove i giovani, che soffrono tra l'altro per la povertà e la disoccupazione e temono l'assenza di prospettive certe, hanno lanciato quello che è diventato un vasto movimento di rivendicazione di riforme e di partecipazione più attiva alla vita politica e sociale. E' difficile attualmente tracciare un bilancio definitivo dei recenti avvenimenti e comprenderne appieno le conseguenze per gli equilibri della Regione. L'ottimismo iniziale ha tuttavia ceduto il passo al riconoscimento delle difficoltà di questo momento di transizione e di cambiamento, e mi sembra evidente che la via adeguata per continuare il cammino intrapreso passa attraverso il riconoscimento della dignità inalienabile di ogni persona umana e dei suoi diritti fondamentali. Il rispetto della persona dev'essere al centro delle istituzioni e delle leggi, deve condurre alla fine di ogni violenza e prevenire il rischio che la doverosa attenzione alle richieste dei cittadini e la necessaria solidarietà sociale si trasformino in semplici strumenti per conservare o conquistare il potere. Invito la Comunità internazionale a dialogare con gli attori dei processi in atto, nel rispetto dei popoli e nella consapevolezza che la costruzione di società stabili e riconciliate, aliene da ogni ingiusta discriminazione, in particolare di ordine religioso, costituisce un orizzonte più vasto e più lontano di quello delle scadenze elettorali. Sento una grande preoccupazione per le popolazioni dei Paesi in cui si susseguono tensioni e violenze, in particolare la Siria, dove auspico una rapida fine degli spargimenti di sangue e l'inizio di un dialogo fruttuoso tra gli attori politici, favorito dalla presenza di osservatori indipendenti. In Terra Santa, dove le tensioni tra Palestinesi e Israeliani hanno ripercussioni sugli equilibri di tutto il Medio Oriente, bisogna che i responsabili di questi due popoli adottino decisioni coraggiose e lungimiranti in favore della pace. Ho appreso con piacere che, in seguito ad un'iniziativa del Regno di Giordania, il dialogo è ripreso; auspico che esso prosegua affinché si giunga ad una pace duratura, che garantisca il diritto di quei due popoli a vivere in sicurezza in Stati sovrani e all'interno di frontiere sicure e internazionalmente riconosciute. La Comunità internazionale, da parte sua, deve stimolare la propria creatività e le iniziative di promozione di questo processo di pace, nel rispetto dei diritti di ogni parte. Seguo anche con grande attenzione gli sviluppi in Iraq, deplorando gli attentati che hanno causato ancora recentemente la perdita di numerose vite umane, e incoraggio le sue autorità a proseguire con fermezza sulla via di una piena riconciliazione nazionale.

Il Beato Giovanni Paolo II ricordava che «la via della pace è la via dei giovani»1, poiché essi sono «la giovinezza delle nazioni e delle società, la giovinezza di ogni famiglia e dell'intera umanità»2. I giovani, dunque, ci spronano a considerare seriamente le loro domande di verità, di giustizia e di pace. Pertanto è a loro che ho dedicato l'annuale Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, intitolato Educare i giovani alla giustizia e alla pace. L'educazione è un tema cruciale per ogni generazione, poiché da essa dipende tanto il sano sviluppo di ogni persona, quanto il futuro di tutta la società. Essa, perciò, costituisce un compito di primaria importanza in un tempo difficile e delicato. Oltre ad un obiettivo chiaro, quale è quello di condurre i giovani ad una conoscenza piena della realtà e quindi della verità, l'educazione ha bisogno di luoghi. Tra questi figura anzitutto la famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo con una donna. Questa non è una semplice convenzione sociale, bensì la cellula fondamentale di ogni società. Pertanto, le politiche lesive della famiglia minacciano la dignità umana e il futuro stesso dell'umanità. Il contesto familiare è fondamentale nel percorso educativo e per lo sviluppo stesso degli individui e degli Stati; di conseguenza occorrono politiche che lo valorizzino e aiutino così la coesione sociale e il dialogo. È nella famiglia che ci si apre al mondo e alla vita e, come ho avuto modo di ricordare durante il mio viaggio in Croazia, «l'apertura alla vita è segno di apertura al futuro»3. In questo contesto dell'apertura alla vita, accolgo con soddisfazione la recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che vieta di brevettare i processi relativi alle cellule staminali embrionali umane, come pure la Risoluzione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, che condanna la selezione prenatale in funzione del sesso.

Più in generale, guardando soprattutto al mondo occidentale, sono convinto che si oppongano all'educazione dei giovani e di conseguenza al futuro dell'umanità le misure legislative che non solo permettono, ma talvolta addirittura favoriscono l'aborto, per motivi di convenienza o per ragioni mediche discutibili.

Continuando la nostra riflessione, un ruolo altrettanto essenziale per lo sviluppo della persona è svolto dalle istituzioni educative: esse sono le prime istanze a collaborare con la famiglia e faticano a compiere il compito loro proprio se viene a mancare un'armonia di intenti con la realtà familiare. Occorre attuare politiche formative affinché l'educazione scolastica sia accessibile a tutti e che, oltre a promuovere lo sviluppo cognitivo della persona, curi la crescita armonica della personalità, compresa la sua apertura al Trascendente. La Chiesa Cattolica è sempre stata particolarmente attiva nel campo delle istituzioni scolastiche ed accademiche, svolgendo un'opera apprezzata accanto a quella delle istituzioni statali. Auspico, quindi, che tale contributo sia riconosciuto e valorizzato anche dalle legislazioni nazionali.

In tale prospettiva, ben si comprende come un'efficace opera educativa postuli pure il rispetto della libertà religiosa. Questa è caratterizzata da una dimensione individuale, come pure da una dimensione collettiva e da una dimensione istituzionale. Si tratta del primo dei diritti umani, perché essa esprime la realtà più fondamentale della persona. Troppo spesso, per diversi motivi, tale diritto è ancora limitato o schernito. Non posso evocare questo tema senza anzitutto salutare la memoria del ministro pachistano Shahbaz Bhatti, la cui infaticabile lotta per i diritti delle minoranze si è conclusa con una morte tragica. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. In non pochi Paesi i cristiani sono privati dei diritti fondamentali e messi ai margini della vita pubblica; in altri subiscono attacchi violenti contro le loro chiese e le loro abitazioni. Talvolta, sono costretti ad abbandonare Paesi che essi hanno contribuito a edificare, a causa delle continue tensioni e di politiche che non di rado li relegano a spettatori secondari della vita nazionale. In altre parti del mondo, si riscontrano politiche volte ad emarginare il ruolo della religione nella vita sociale, come se essa fosse causa di intolleranza, piuttosto che contributo apprezzabile nell'educazione al rispetto della dignità umana, alla giustizia e alla pace. Il terrorismo motivato religiosamente ha mietuto anche l'anno scorso numerose vittime, soprattutto in Asia e in Africa, ed è per questo, come ho ricordato ad Assisi, che i leaders religiosi debbono ripetere con forza e fermezza che «questa non è la vera natura della religione. È invece il suo travisamento e contribuisce alla sua distruzione»4. La religione non può essere usata come pretesto per accantonare le regole della giustizia e del diritto a vantaggio del "bene" che essa persegue. In questa prospettiva, sono fiero di ricordare, come ho fatto nel mio Paese natale, che per i Padri costituenti della Germania la visione cristiana dell'uomo è stata la vera forza ispiratrice, come, del resto, lo è stata per i Padri fondatori dell'Europa unita. Vorrei inoltre menzionare segnali incoraggianti nel campo della libertà religiosa. Mi riferisco alla modifica legislativa grazie alla quale la personalità giuridica pubblica delle minoranze religiose è stata riconosciuta in Georgia; penso anche alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in favore della presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane. E proprio all'Italia desidero rivolgere un particolare pensiero, al termine del 150° anniversario della sua unificazione politica. Le relazioni tra la Santa Sede e lo Stato italiano hanno attraversato momenti difficili dopo l'unificazione. Nel tempo, però, hanno prevalso la concordia e la reciproca volontà di cooperare, ciascuno nel proprio ambito, per favorire il bene comune. Auspico che l'Italia continui a promuovere un rapporto equilibrato fra la Chiesa e lo Stato, costituendo così un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse.

Nel continente africano, che ho nuovamente visitato recandomi recentemente in Benin, è essenziale che la collaborazione fra le comunità cristiane e i Governi aiuti a percorrere un cammino di giustizia, di pace e di riconciliazione, in cui i membri di tutte le etnie e di tutte le religioni siano rispettati. E' doloroso constatare che tale meta, in vari Paesi di quel continente, è ancora lontana. Penso in particolare alla recrudescenza delle violenze che interessa la Nigeria, come hanno ricordato gli attentati commessi contro varie chiese nel tempo di Natale, agli strascichi della guerra civile in Costa d'Avorio, alla persistente instabilità nella Regione dei Grandi Laghi e all'urgenza umanitaria nei Paesi del Corno d'Africa. Chiedo, ancora una volta, alla Comunità internazionale di aiutare con sollecitudine a trovare una soluzione alla crisi che dura da anni in Somalia.

Infine, mi preme sottolineare che una educazione rettamente intesa non può che favorire il rispetto del creato. Non si possono dimenticare le gravi calamità naturali che, nel 2011, hanno colpito varie zone del Sud-Est asiatico, e i disastri ambientali come quello della centrale nucleare di Fukushima in Giappone. La salvaguardia dell'ambiente, la sinergia tra la lotta contro la povertà e quella contro i cambiamenti climatici costituiscono ambiti rilevanti per la promozione dello sviluppo umano integrale. Pertanto auspico che, in seguito alla XVII sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione ONU sui cambiamenti climatici, da poco conclusasi a Durban, la Comunità internazionale si prepari alla Conferenza dell'ONU sullo sviluppo sostenibile ("Rio+20") quale autentica "famiglia delle Nazioni" e, perciò, con grande senso di solidarietà e di responsabilità verso le generazioni presenti e per quelle future.

Eccellenze, Signore e Signori! 

La nascita del Principe della pace ci insegna che la vita non finisce nel nulla, che il suo destino non è la corruzione, bensì l'immortalità. Cristo è venuto perché gli uomini abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza (cfr Gv 10,10). «Solo quando il futuro è certo come realtà positiva, diventa vivibile anche il presente»5. Animata dalla certezza della fede, la Santa Sede continua a dare il proprio contributo alla Comunità internazionale, secondo quel duplice intendimento che il Concilio Vaticano II – di cui quest'anno ricorre il 50° anniversario – ha chiaramente definito: proclamare la grandezza somma della vocazione dell'uomo e la presenza in lui di un germe divino, nonché offrire all'umanità una cooperazione sincera, che instauri quella fraternità universale che corrisponde a tale vocazione6. In questo spirito, rinnovo a tutti voi, ai membri delle vostre famiglie e ai vostri collaboratori i miei più cordiali auguri per il nuovo anno. Grazie per la vostra attenzione.

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1 GIOVANNI PAOLO II, Lettera Apostolica Dilecti amici, 31 marzo 1985, n. 15.

2 Ibidem, n. 1.

3 Omelia della Santa Messa in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie Cattoliche croate, Zagabria 5 giugno 2011.

4 Intervento per la Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, Assisi, 27 ottobre 2011.

5 Spe salvi, n. 2.

6 Cfr Gaudium et spes, 3.

[00032-01.01] [Testo originale: Francese]


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"Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro" (Gilbert Keith Chesterton)